Mika, da antidivo a pop-star

9 Dicembre 2013


Mai re del pop fu più lontano dall’iconografia classica del divo, tutto eccessi e sregolatezze. È rimasto un ragazzo semplice Mika: nonostante il successo planetario, i milioni di album venduti e lo stuolo di fan sparsi in ogni angolo del globo. Conquistati dal suo atteggiamento acqua e sapone, dalla freschezza di un personaggio solare, capace di trasmettere in modo contagioso l’innata e febbrile passione per una musica che si divincola dagli schemi dello showbiz.

Un feeling particolare quello che lega il cantante al pubblico italiano, tra i primi a riconoscerne l’assoluto valore. Fin da quando, era il 2007, lo scopre tra gli ospiti del Festival di Sanremo: il suo primo e più fortunato singolo, Grace Kelly , è in rotazione nelle radio solo da poche settimane. Ma già si parla, giustamente, della next big thing  del pop mondiale. Sky Arte HD dedica un’intera serata al suo talento cristallino, cominciando da un esclusivo incontro tête-à-tête.

Mika apre le porte di casa sua e ci invita, come si fa con i vecchi amici, per una chiacchierata strettamente confidenziale: l’occasione è data dall’uscita di Songbook Vol.1 , il greatest hits che fotografa in esclusiva per il mercato italiano la sua scintillante carriera. Ci racconta della folgorazione per la musica, nata grazie all’incontro con i grandi della classica, ma anche della sua tormentata vita privata: ricordando l’infanzia da esule, segnata dalla tragedia della guerra che ha insanguinato il suo Libano.

E poi eccolo, naturalmente, in azione! Siamo a Parigi, il 4 luglio 2008: al leggendario Parco dei Principi va in scena il suo primo concerto in uno stadio, colmo in ogni ordine di posto. In sessantamila assistono a quello che si configura come uno show strabiliante, arricchito dalle performance di acrobati, funamboli, artisti di strada: uno spettacolo totale, tra musica e teatro, coinvolgente e stupefacente.   

La curiosità – Nato in Libano da padre americano e madre libanese, cittadino britannico, ma a lungo residente a Parigi: Michael Holbrook Penniman Jr. è intimamente legato alla Francia, che gli attribuisce il titolo di cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere, onorificenza istituita da Charles De Gaulle assegnata nel corso degli anni – tra gli altri – a mostri sacri del calibro di Elton John, Celine Dion ed Ella Fitzgerald. Una statua che lo ritrae è stata posta nello storico museo delle cere di Parigi, il Grévin.


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