Miti e leggende del piccolo schermo

20 Gennaio 2014


In fin dei conti è un semplice elettrodomestico. Un oggetto come tanti, poggiato in un angolo della casa. Ma sa diventare, da subito, il fulcro attorno cui ruota la vita della casa stessa: trasformandosi in punto di aggregazione, sostituendosi progressivamente ai più svariati canoni dell’informazione e dell’intrattenimento. La televisione in Italia nasce il 3 gennaio 1954. Sessant’anni fa. Un compleanno importante, celebrato su Sky Arte HD da un documentario intenso e avvincente.

È un taglio trasversale quello scelto da Marta Cagnola, reporter di Radio24 specializzata nella cultura e nello spettacolo, e dalla giornalista di Europa e Corriere della Sera Stefania Carini. Che confezionano uno special capace di guardare alla tv nella sua accezione più ampia: pensando al contenitore ma anche al contenuto, all’evoluzione dei linguaggi narrativi e a quella tecnologica e del design. Partendo dal tubo catodico, con le trasmissioni in bianco e nero, e arrivando all’HD.

Si parla, insomma, di Televisori a 360 gradi. Con il contributo di chi la tv l’ha fatta in senso figurato – Renzo Arbore e Carlo Freccero – e chi invece l’ha letteralmente costruita: Mario Bellini e Richard Sapper, progettisti per Brionvega; ma anche Benito Mari, general manager Sony – Forum HD Italia. Perché quello delle tecnologie per la comunicazione è ambito di sfrenata sperimentazione, che porta a innovative ed avveniristiche soluzioni nel campo della linea e dello stile.

Ognuno di noi lega il proprio vissuto a un numero indefinito di immagini televisive. Ma la memoria elegge a simbolo esperienziale uno ed un solo televisore: oggetto mitico, feticcio di un passato che parla il linguaggio più intimo e famigliare. Qual è il televisore per antonomasia per Enrico Mentana? E per Paola Cortellesi o Alessandro Cattelan? I protagonisti del piccolo schermo condividono i loro ricordi, contribuendo a comporre quel mosaico di storie individuali che restituisce l’immagine articolata di un’avventura condivisa.

La curiosità –  Le trasmissioni della RAI cominciano il 3 gennaio 1954, facendo partire da questa data la storia ufficiale della tv in Italia. Ma le prime prove di trasmissione risalgono alla fine degli Anni Trenta, quando vengono installati a Milano, Torino e Roma i primi ripetitori; diverse le aziende che producono televisori a valvole, ad uso e consumo di un pubblico più che ristretto e limitato quasi esclusivamente ai più alti gerarchi del Partito Fascista. Esisteva un palinsesto articolato, con notiziari, show e spettacoli di varietà: ma la memoria di questa fase pionieristica è andata irrimediabilmente perduta nel corso della guerra, con la distruzione degli archivi dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche)