Il mito dell’assenza. Secondo i Masbedo

19 novembre 2014


Quattro donne. Hanno età diverse, origini lontane, storie completamente differenti. Eppure si scoprono unite come sorelle nell’identica appartenenza a un territorio condiviso. Quello del dolore e del riscatto, di una ricerca spasmodica del senso ultimo delle proprie sofferenze: significate, a livello simbolico, dal tema del distacco. Dell’addio. Insomma dell’assenza e dunque – in inglese – di The Lack. Opera presentata in prima tv esclusiva su Sky Arte HD.

Difficile tracciare il confine tra video arte e settima arte per chi come Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni – alias Masbedo – da sempre lavora nel campo di una narrazione che si basa sul lirismo di un’immagine emotiva ed empatica, potente e viscerale. Eppure con The Lack arriva, per i due artisti, il momento di compiere un passo decisivo verso il mondo del cinema: accentuando ulteriormente un codice già da tempo ordito attorno al dipanarsi di fabula e intreccio.

Nasce così un racconto corale, un film a episodi dove ogni tassello contribuisce alla resa finale di un puzzle composito, che affronta la medesima realtà secondo angolazioni diverse. Perché ognuno reagisce a suo modo al trauma dell’assenza: c’è chi lo fa con la rabbia disperata di Eve e chi con il titanico senso di espiazione di Xiu, chi ancora con tenera compassione o con un processo di lucida e sofferta introspezione.

Un film d’artista potente e insieme delicatissimo, sostenuto da una fotografia di struggente bellezza, complici gli scenari di un set che si sposta dal Mediterraneo più selvaggio fino ai raggelanti deserti ghiacciati dell’Islanda. Un’opera che ha sancito il ritorno dei Masbedo a Venezia: dopo il Padiglione Italia alla Biennale del 2009 e dopo il passaggio nel 2012 alla Mostra del Cinema eccoli nuovamente in Laguna. Protagonista dell’ultima Settimana degli Autori.

La curiosità – Dai Bluvertigo a Michelle Houellebecq e Walter Siti: il percorso creativo dei Masbedo è da sempre costellato di collaborazione con artisti che frequentano altri linguaggi, dalla musica alla letteratura, e da progetti che sfuggono dai canoni tradizionali dell’arte. Prossimo incontro quello con la lirica: a loro il compito di scenografare Il flauto magico  di Mozart, in cartellone nel 2015 all’Arena di Verona.


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