Boris Mikhailov, primo ospite di CAMERA

27 Ottobre 2015

Boris Mikhailov, Senza titolo, dalla serie Red, 1968–75

C’è un nuovo punto di riferimento nella vita culturale torinese. Il suo nome è CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e ha da poco aperto i battenti nella centralissima Via delle Rosine. Domani sera, le telecamere di Sky Arte HD ci accompagneranno alla scoperta dell’inedito polo sabaudo dedicato all’arte dello scatto e ai suoi protagonisti con il documentario in prima visione Camera – Boris Mikhailov, incentrato sul primo ospite dell’affascinante spazio espositivo.

Fotografo di fama internazionale, l’ucraino Boris Mikhailov è protagonista della ricca retrospettiva che inaugura le attività di un luogo destinato a lasciare un segno nello scenario torinese. Con oltre 300 opere esposte, Boris Mikhailov: Ukraine non risulta essere soltanto una delle più ampie esposizioni intitolate all’artista, ma anche la prima ad essere sviluppata attorno ad un tema a lui caro: la sua terra d’origine.

L’Ucraina immortalata da Mikhailov domina l’intera rassegna, lasciando trapelare la propria identità attraverso alcune direttrici narrative, che mescolano gli ultimi cinquant’anni di Storia del Paese alla lunga carriera del fotografo e al suo legame via via più stretto con le vicende ucraine. Nove serie di opere – realizzate tra il 1968 e il 2013 – raccontano l’anima di una nazione, concentrandosi su alcuni temi chiave, dall’ideologia sovietica alla recente rivoluzione.

Curata da Francesco Zanot e aperta la pubblico fino al 10 gennaio 2016, la mostra celebra fedelmente il rapporto quasi simbiotico tra la tecnica fotografica usata da Mikhailov e i fatti immortalati. Dalla documentazione alla ricostruzione, dalla narrazione puntuale a quella diaristica, la fotografia non ha mai smesso di tutelare il profondo dialogo fra Mikhailov e le proprie radici.