Muse e ninfe. Nell’Inghilterra di Oscar Wilde

5 maggio 2014


Un Paese che marcia a due velocità la Gran Bretagna di fine Ottocento. Da un lato la farraginosa tradizione dell’aristocrazia, raggelata in uno stile di vita uguale a se stesso e dunque lontanissimo dalle pulsioni di una stagione dal frizzante rinnovamento tecnologico. Dall’altro la brillante vitalità della borghesia imprenditoriale: in cerca di un’emancipazione che sia non solo economica. Ma finalmente culturale, estetica, addirittura morale.

Nei salotti dei nuovi ricchi tiene banco, a Londra, un certo Oscar Wilde, dandy dal fascino irresistibile: al pari di quello esercitato dai maestri del cosiddetto aesthetic movement , corrente che pone nella mitizzazione dell’Arcadia, nel sogno favolistico di un antico passato assunto a ideale regno di pace e bellezza, il proprio modello di riferimento. Un’esperienza artistica evocata oggi a Roma, negli spazi del Chiostro del Bramante.

Nuovo appuntamento con le Grandi Mostre di Sky Arte HD, questa volta alla scoperta degli scenari da sogno che portano nella Capitale il fascino di Lawrence Alma-Tadema, Edward Burne-Jones, Arthur Hughes, Albert Moore. Oltre cinquanta le tele provenienti dalla preziosa collezione Pérez Simòn, testimoni di una stagione tra le più eccentriche e stupefacenti vissute dall’arte britannica negli ultimi centocinquant’anni.

Le atmosfere romantiche dei preraffaelliti si scrollano di dosso la propria atavica malinconia, in una totale esplosione di luce. Nel riferimento ai costumi e ai personaggi dell’antica Grecia e della Roma imperiale, periodi astratti dalla Storia e assunti al rango di paradisi esotici, si consuma una matura volontà di spiazzare la severa etica vittoriana. Anche attraverso un erotismo delicato, mai licenzioso, che pone per la prima volta l’accento sulla consapevolezza del ruolo della donna. Musa e ninfa, nell’era della suffragette.

La curiosità – Fortissimo il legame tra Oscar Wilde e i protagonisti dell’aesthetic movement , tanto che le prime uscite pubbliche del giovane scrittore sono in occasione di conferenze e dibattiti a tema tenuti in diversi circoli londinesi. L’epistolario edito del romanziere, che raccoglie lettere inviate tra il 1880 e il 1898, si apre non a caso con un corrispondenza inviata proprio ad Alma Tadema.