Musica importante. A Milano

9 luglio 2014


Il suo nome è una domanda che esige risposta positiva; ma anche un acronimo ironico e un po’ irriverente, matura dichiarazione di indipendenza dagli schemi dell’industria dell’intrattenimento. Dal 2005 l’estate si apre nel segno di MI AMI: da leggere così come si scrive, senza anglismi o esotismi – la città della Florida non centra nulla! – perché abbiamo a che fare con la Musica Importante A Milano. Raccolta in un festival fuori dagli schemi.

Le telecamere di Sky Arte HD raccontano l’edizione più importante della rassegna meneghina, giunta a spegnere le sue prime dieci candeline: un evento che richiama sul suo palco – o meglio: sui suoi palchi, considerata la consueta moltiplicazione degli stage – le firme più importanti della scena underground. Spaziando dall’indie-rock al rap, dal folk al power-pop, nel segno di una eterogeneità vitale e frizzante.

L’occasione è ghiottissima per aprire una finestra sulle incognite, le difficoltà, le passioni, le urgenze che i giovani musicisti italiani affrontano nel proprio percorso creativo. Tante le interviste raccolte da Sky Arte: a chi come i Marta Sui Tubi, Vasco Brondi o i Tre Allegri Ragazzi Morti può dire di essere arrivato al successo, seppur svincolato dalle logiche del mainstream; ma anche e forse soprattutto a quanti, da Brunori SAS a Lo Stato Sociale, sgomitano tenacemente per ottenere un posto al sole.

Nei tre giorni del festival, organizzato come di consueto da Rockit, si affollano pensieri e suggestioni, parole ed emozioni. Ma anche immagini, tante, offerte da artisti e illustratori che danno vita a coinvolgenti performance live. Le matite di Gianluca Folì, Marco Mazzoni e Roberta Zeta disegnano trame sognanti, proiettate come scenografia in progress sullo sfondo di ogni set. Creando effetti di grande suggestione.

La curiosità – Tradizione non recente quella che vuole Milano capitale italiana dei festival rock. Partendo da quello, leggendario, organizzato alla metà degli Anni Settanta dalla rivista di controcultura Re Nudo : nelle sue tre edizioni il cosiddetto Festival del proletariato giovanile  richiama al Parco Lambro artisti come Area, PFM, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Franco Battiato, Giorgio Gaber. Con l’ultima esperienza, nel 1976, a coinvolgere un pubblico di 400mila persone.