Nati per correre. Con la musica del Boss

5 Novembre 2013


C’è un errore, in fin dei conti, nel titolo scelto dal regista Baillie Walsh per il film con cui omaggia la straordinaria parabola artistica di una tra le più amate icone del rock. Nelle sale di tutto il mondo, e ora in prima visione su Sky Arte HD, il suo lavoro è accreditato con il nome di Springsteen & I. Ma è innegabile come i termini andrebbero invertiti, richiamando l’attenzione su quel pronome. Sulla prima persona singolare. Simbolo di un’esperienza unica di individualità condivisa.

Chi abbia mai assistito ad un concerto del Boss e della sua E-Street Band sa benissimo come la magia e l’energia della performance sappia cancellare la distanza tra palco e platea, trasportando ogni singolo spettatore in una atmosfera di puro coinvolgimento. Come se Bruce Springsteen si rivolgesse direttamente a ogni persona del pubblico: sussurrando orecchio per orecchio le sue suadenti ballate, gridando faccia per faccia la sua ancestrale ribellione.

Un documentario unico, quello di Walsh. In tutti i sensi. Da un lato perché testimonia il lavoro di un artista che, in oltre quarant’anni di carriera, ha saputo rinverdire i fasti del blues-rock stabilendo nuovi parametri melodici e compositivi. Dall’altro perché sceglie come filtro narrativo proprio quello dei fan. Cucendo uno straordinario patchwork di immagini, suggestioni, emozioni. E naturalmente canzoni.

Sono arrivati da ogni angolo del mondo: realizzati con attrezzature semiprofessionali o con semplici smartphone. Sono i video che il pubblico di Springsteen ha girato concerto per concerto, raccontando l’attesa febbrile, l’estatica partecipazione al rito dello show, l’amore incondizionato per il proprio idolo. Nasce un ritratto collettivo, sincero e appassionato, capace di raccontare l’anima di un intero popolo. Quello del rock. Per cui no: in onda non va Springsteen & I . Andate voi – andiamo tutti noi – e Springsteen.

La curiosità – Errare è umano, perseverare… no! È quanto deve aver pensato Jon Landau, manager e produttore del Boss, quando questi gli ha portato a sentire il brano che aveva scritto per i leggendari Ramones, con l’intenzione di offrire loro l’opportunità di farlo proprio e registrarlo a loro nome. Era il 1980 e Springsteen veniva dal gentile omaggio di Because the Night , data a Patti Smith: Landau fa di tutto perché il rocker torni sui propri passi e tenga per sé il nuovo brano. Contribuendo così a inserire nel repertorio del Boss la splendida Hungry Hearts .