Negli incubi di David Lynch

12 novembre 2014


Si dice che Stanley Kubrick l’abbia proiettato alla crew che lavorava al suo Shining  più e più volte, con il solo scopo di trascinarla nell’atmosfera d’incubo che ne permea ogni fotogramma; delirio surrealista che scava negli strati più segreti dell’inconscio. Eraserhead  è tra i capolavori assoluti del cinema, pietra miliare del Novecento e gemma tra le più fulgide della filmografia dell’enigmatico e inafferrabile David Lynch. Un cult, da riscoprire insieme.

Nuovo incontro, decisamente da non perdere, con RaroArte, il cinema d’essai di Sky Arte HD: con Gianni Canova, tra i massimi critici italiani, ad introdurci la visione di capolavori celati o addirittura dimenticati, esiliati dalla tv generalista e confinati nel limbo di una memoria sempre più labile. Quel limbo nel quale scaviamo oggi per una serata – o meglio: una nottata! – interamente dedicata alle folli e magnetiche visioni di Lynch.

Eraserhead  apre infatti con la sua strisciante e insensata violenza, con l’allucinata poesia di personaggi destinati a incredibile fortuna, una carrellata che analizza i primi lavori del cineasta e uno tra i suoi più recenti e affascinanti progetti. Quello di Dumbland , serie di corti di animazione scritti, diretti e realizzati interamente da Lynch, che recupera così la passione giovanile per l’arte figurativa, evocando implicitamente gli anni da studente all’accademia di belle arti.

Gli sketch che seguono le assurde vicende di Randy, astruso e bizzoso personaggio di carta, si specchiano nella lucida follia dei tanti misteriosi figuri che si agitano nei celebri corti del regista americano; una selezione dei suoi pezzi più forti e stupefacenti, quasi si trattasse dei movimenti di una sinfonia, contribuisce a ricostruire come in un mosaico l’esperienza creativa di un genio assoluto.

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La curiosità – Un budget iniziale di diecimila dollari, bruciato in appena dodici mesi; e sei anni di lavorazione. Per David Lynch Eraserhead  rappresenta l’all in : si indebiterà a tal punto per poter realizzare il film, suo primo lungometraggio, da arrivare a vendere la propria abitazione. Vivendo per intere settimane sul set.


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