Nel giardino di Alice, la musa di Monet

6 febbraio 2013


Un regno incantato, dove dominano pace ed armonia. Stupefacente, nella propria bellezza; e prezioso: per una fragilità quasi cristallina. Baciato dall’iridescente freschezza dell’arcobaleno, che disegna tra fronde e cespugli magiche atmosfere di luce: un luogo da sogno il giardino che Claude Monet, leggenda dell’Impressionismo, ha creato nella sua casa di Giverny. Uno scrigno pensato in onore dei suoi due grandi amori: la pittura, ovviamente. E Alice.

In un docu-film denso di pathos ed emozione, Philippe Piguet schiude le porte de La casa di Alice: ad accompagnare il pubblico di Sky Arte HD nel ritiro scelto dal pittore è proprio la sua seconda moglie, compagna fedele e musa ispiratrice; amica, amante e confidente. Conquistata dall’estro dell’artista, che la induce ad abbandonare il marito e raggiungerlo – insieme ai sei figli – nella casa di Giverny.

Scrive molto Alice: intrattiene intensi rapporti epistolari con amici e parenti, annota pensieri e parole. Un flusso di riflessioni su cui basare, oggi, il più fedele ritratto possibile di Claude Monet. A raccontarlo sono, infatti, proprio le parole della sua compagna di vita: che ne registra successi e tormenti, vizi e virtù. Senza risparmiarsi teneri rimbrotti (“Che lagna, Monet!” ), aggiornando costantemente le figlie, man mano che, crescendo, abbandonano il nido materno.

E informando, con loro, anche noi. Lo sguardo di Alice è semplicemente straordinario: perché appunta con stupefacente precisione ogni singolo passo dell’attività del marito, con la pervicacia del cronista consumato; ma è, al tempo stesso, uno sguardo privilegiato attraverso cui sondare l’animo riservato e il profondo mistero che circonda una delle personalità decisive dell’Impressionismo.