Nel profondo sud, con Kenny e Ben

13 Agosto 2013


Si trovano impantanati nell’America più profonda, lontano dalle città maggiori e dalle grandi vie di comunicazione. Costretti all’autostop o ai ritmi di colossali lentissimi autobus, in una marcia che si fa ogni giorno più lunga ed estenuante. Prosegue il viaggio contro il tempo di Ben Sargent e Kenny Harris: scultore newyorchese il primo, pittore losangelino l’altro, protagonisti della incredibile affascinante sfida di Art race.

I due vengono catapultati l’uno nella città dell’altro, dotati della miseria di un dollaro. L’obiettivo? Tornare a casa, naturalmente. Ma per farlo devono disegnare, dipingere, creare: l’arte deve essere l’unica loro fonte di sostentamento, in una competizione che vede trionfare non solo chi raggiunge prima il traguardo, ma anche chi lo fa incassando di più. Al vincitore l’allestimento di una mostra con i lavori realizzati durante il viaggio. E, in più, il gruzzolo dello sconfitto.

Sperava di poter prendere un comodo treno e lasciare così definitivamente il Texas, ma l’orario delle partenze non gioca dalla sua parte e il tempo comincia a diventare tiranno. Ha fretta di rimettersi in viaggio, Ben: ma verso quale direzione? L’idea, una volta raggiunta la stazione degli autobus, è di partire alla volta della Lousiana e del Mississippi. Ma l’incontro con un eccentrico barbiere locale cambia decisamente le carte in tavola…

È un osso duro Lee, appassionato collezionista che accoglie Kenny in quel del Missouri. Cordiale, gentile, disponibile e interessato all’arte del suo ospite: ma non per questo disposto a coprirlo di denaro! Il giovane artista deve sudare le proverbiali sette camicie per vincere la ritrosia del suo interlocutore, raggranellare un po’ di dollari e poter ripartire verso ovest, alla volta delle rigogliose e sterminate pianure del Kansas.

La curiosità – Funestato, come molti stati del sud degli USA, dalle tensioni legate al razzismo, il Kansas ha dato i natali a due figure fondamentali per l’emancipazione degli artisti afroamericani. È nato a Fort Scott il grandissimo Gordon Parks, stimato reporter e primo regista di colore a firmare una pellicola per una major; da Topeka veniva invece Aaron Douglas, protagonista negli Anni venti del cosiddetto “Harlem Renaissance”, movimento trasversale che ha portato per la prima volta alla ribalta pittori e scrittori neri.