Nell’inferno quotidiano della Camorra

9 Giugno 2014


A prima vista è un giovane docente come molti altri: giacca casual di ordinanza, la tazza con il logo dell’università di Princeton sulla scrivania. Ma ad aggirarsi per i corridoi di uno tra i campus più prestigiosi d’America, titolare della cattedra che insegna ai giudici e agli avvocati di domani i meccanismi economici della criminalità organizzata, è uno tra gli scrittori italiani più amati e discussi, letti e chiacchierati degli ultimi dieci anni. Ovviamente Roberto Saviano.

Intervista esclusiva quella che il giornalista concede ai microfoni di Sky Arte HD, partendo naturalmente da Gomorra : il compasso è puntato sulla sua Napoli, sul libro che ha svelato i retroscena di un sistema di malaffare granitico nella sua perversione; i bracci disegnano cerchi concentrici sempre più ampi, arrivando ad abbracciare i grandi traffici internazionali di stupefacenti, toccando le connessioni tra i boss partenopei e i cartelli sudamericani.

La grande cronaca si intreccia con la vicenda intima di un piccolo grande eroe dell’informazione libera: a parlare è il Saviano autore, ma anche il Roberto uomo come tanti. Con i suoi sogni, le aspirazioni, le emozioni troppo spesso sacrificate in nome di una verità che lo porta a vivere costantemente sul filo del rasoio. Libero di esprimersi e parlare, ma prigioniero di una quotidianità scandita dai riti della scorta che protegge la sua incolumità.

Dalle pagine di Gomorra  – e dalla sua trasposizione prima cinematografica poi televisiva – ci spostiamo a quelle di Zero Zero Zero , ultimo best-seller che racconta le dinamiche della produzione e dello spaccio di cocaina su scala globale. Dalle suggestione raccolte nelle ultime settimane, con l’esperienza come docente ospite negli States, si passa ai progetti futuri: ci sono altre storie da raccontare nel futuro di Roberto Saviano.

La curiosità – Roberto Saviano firma nel 2004 la prefazione di Sandokan, storia di camorra  ; il romanzo con cui è un artista, Nanni Balestrini, a raccontare con il proprio linguaggio fitto di sperimentalismi la cattura del boss Francesco Schiavone.