Nero a metà. Ricordando Pino Daniele

5 gennaio 2015

Pino Daniele si racconta in Nero a Metà

Con Nero a Metà, Sky Arte HD dedica la propria serata a un ritratto esclusivo del grande musicista napoletano Pino Daniele, in occasione della sua scomparsa. Un viaggio a ritroso nel tempo per raccontare la sua musica, le ispirazioni e le collaborazioni (anche internazionali, con musicisti del calibro di Eric Clapton, Richie Havens, Pat Metheny). Partendo dalla Toscana, sua ultima residenza, per arrivare nella città dove tutto ebbe inzio: Napoli. Il programma andrà in onda anche su Sky Uno alle ore 22:50, e sarà domani in replica alle 19:50, nuovamente su Sky Arte.

Non arriverà a spegnere le candeline del suo sessantesimo compleanno, che avrebbe celebrato il prossimo 19 marzo. Pino Daniele ci ha lasciati nella notte, stroncato da un infarto. A dare per primo l’annuncio della morte è stato il collega e amico Eros Ramazzotti, postando su Twitter una foto del cantautore napoletano mentre sorride: “Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo”.

La notizia è stata poi confermata dal manager di Pino Daniele, Ferdinando Salzano. Pino Daniele si sarebbe sentito male, nella notte tra domenica e lunedì, all’interno della sua casa di campagna in Toscana. A nulla sono valsi i soccorsi immediati e la disperata corsa in ambulanza. L’artista ha lasciato orfani non solo i figli, ma anche i tanti amici e colleghi – dai Negramaro a Laura Pausini – che in queste ore stanno esprimendo sui social network il proprio dolore. Soprattutto, lascia la sua Napoli senza un’icona capace di rappresentarne valori e originalità in Italia e all’estero.

Pino Daniele è stato la voce, a tratti rotta e delle volte anche polemica, della città campana. La canzone Napule è, scritta a soli 18 anni e inserita nell’album d’esordio Terra Mia (1977), è tuttora un’insuperata dichiarazione d’amore nei confronti di Napoli e della popolazione partenopea, oltre a un manifesto delle avvilenti contraddizioni di cui questa città continua a farsi carico. Tra le diverse collaborazioni di Pino Daniele con altri musicisti, non a caso si annovera anche quella con i più politicizzati 99 Posse, che non hanno mai fatto mistero del proprio debito artistico nei confronti suoi, della band Napoli Centrale di cui era bassista e del cosiddetto Neapolitan Power in generale.

Proprio quest’anno, per il tour Nero a metà Pino Daniele era tornato con la sua band degli anni Ottanta, il decennio della consacrazione presso il grande pubblico cui aveva dato l’avvio con l’indimenticabile concerto in Piazza del Plebiscito – a Napoli, naturalmente – nel 1981. Presenziavano all’evento 200mila persone, radunate per ascoltare Pino Daniele sul palco con Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese.

Pino Daniele sembrava quindi deciso a rinfocolare il suo percorso artistico attingendo direttamente alle origini, a quel misto di folklore napoletano e blues, rock e jazz che aveva saputo mettere in contatto le tradizioni popolari del Mediterraneo con quelle d’oltreoceano. In questo consisteva, alla fin fine, il Neapolitan Power: in una carica espressiva raddoppiata, forte della necessità di farsi sentire che è propria di tutti i gruppi sociali indipendentemente da provenienza e status. Necessità che Pino Daniele aveva fatto propria, dandole una voce capace di sdoganare l’immagine di Napoli agli occhi del mondo. Guadagnandosi il giusto titolo di bluesman partenopeo, che neanche la prematura scomparsa riuscirà a togliergli.


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