New York, cartoline dal futuro

17 Dicembre 2012


Il primo è simbolo inconsapevole della fragilità dell’uomo, ma anche della sua straordinaria capacità di reagire alle avversità. Il secondo è imponente esempio di potenza e ricchezza, pura e piena immagine di successo. Protagonisti di Vertical City, serie che svela i segreti nascosti dei più importanti grattacieli del mondo, sono due edifici tra loro lontanissimi. Per linee architettoniche e funzione; per concept e modo di interagire con il contesto in cui sono calati.

Banale dire che New York, dopo il dramma dell’11 settembre, non è più la stessa. A cambiare in modo radicale è stata l’anima di un’intera città, ma anche il suo volto: segnato dalla vistosa cicatrice di Ground Zero. Un’area in cui, oggi, si torna a sognare: Charlie Luxton guida le telecamere di Vertical City nel cantiere del nuovo 7 World Trade Center, disegnato da David Childs. Si tratta del primo edificio ad essere ricostruito dopo gli attentati.

Alto quasi 230metri, impostato su una superficie di 160mila metri quadrati, il WTC7 sostituisce uno dei palazzi maggiormente danneggiati dal crollo delle adiacenti Torri Gemelle. Una realizzazione che risponde a puntuali e precise indicazioni in termini di sicurezza: innovazioni ingegneristiche impressionanti segnano il cantiere di un’opera destinata a simboleggiare l’orgogliosa reazione di New York agli attentati che hanno scosso il mondo.

Dalla Grande Mela a Francoforte: il viaggio intorno al mondo di Vertical City ci porta nella sede della prestigiosa Commerzbank, disegnata nel 1997 dall’archistar Norman Foster. Per quasi dieci anni forte del primato di edificio più alto d’Europa, il grattacielo è un modello riconosciuto di architettura ecosostenibile, improntato su scelte che limitano i consumi e rispettano l’ambiente. Ed è tra i palazzi più suggestivi del Vecchio Continente, sottolineato dalla spettacolare illuminazione notturna di Thomas Ende.