New York, New York! Una città capolavoro

7 agosto 2014


Su di lei il sole non tramonta mai. Vuoi perché si sostituisce, a sera, con le sfavillanti luci che illuminano a giorno Times Square; vuoi perché i suoi teatri, i cinema, i locali lavorano a ciclo continuo, nella frenesia di una delle capitali mondiali della creatività. Sky Arte HD vi invita a passare insieme una Night In New York, alla scoperta delle ultime tendenze dell’arte contemporanea, del design, dell’architettura, della moda.

Il nostro viaggio parte da una stanza del lussuoso Dream Hotel, finemente arredato con pezzi che sembrano usciti da un museo. È David Keeps a condurre la puntata di Art and the City dedicata alla Grande Mela, portandoci a spasso per i quartieri di Chelsea e Brooklyn; incontrando una gallerista come Anna Kustera e Paul Reed, manager del MoMA. Ma anche il duplice volto della giovane arte che scorre in città: quella un po’ bohémienne di Francesca DiMattio e quella ultra pop di Ken Courtney.

Una passeggiata per New York non può non condurre sulla 47esima strada. È qui che mezzo secolo fa avreste incontrato un allampanato signore con occhiali scuri e parrucca bianchissima: Andy Warhol – Factory Man. Un documentario affascinante quello che racconta il re della pop art guardando al suo rapporto con la città; ricostruendo la l’ambiente culturale degli Anni Sessanta grazie al ricordo di chi ne fece parte. Da Ronnie Cutrone a Gerard Malanga, passando per la leggendaria Ultra Violet.

La Grande Mela è la città di Jean-Michel Basquiat, quella dove la street-art ha compiuto il passo decisivo dalla sfera underground a linguaggio artistico mainstream. Scopriamo come si sta evolvendo la scena locale con Streetosphere, prima di farci affascinare dalle costanti mutazioni urbanistiche che coinvolgono Manhattan con Vertical City. E un tuffo nei meandri del cantiere dove si sta ricostruendo il World Trade Center.

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La curiosità
– Una, dieci, cento Factory! Il primo studio newyorchese di Andy Warhol si trovava al civico 231 della East 47th Street, al quinto piano di un edificio che oggi nemmeno esiste più. Qui l’artista lavorò dal 1962 al 1968, prima di spostarsi a Union Square Street. Portando con sé il nome The Factory , da lì in poi assegnato d’ufficio ad ogni nuovo atelier.