La passione per l’arte di Nicoletta Fiorucci

13 gennaio 2015


Dopo la pausa natalizia, Sky Arte HD riprende il suo pellegrinaggio nelle raccolte d’arte più esclusive, curate con passione e dedizione da privati collezionisti che hanno fatto della propria dimora un’esclusiva, contemporanea Wunderkammer. In questa terza puntata di Private Collection, in onda questa sera alle 21:10, l’ideatrice del programma Sabrina Donadel sarà ospite di Nicoletta Fiorucci, nella sua casa di Londra.

Nicoletta Fiorucci è stata per anni a capo dell’azienda di famiglia, leader nel settore alimentare, salvo poi focalizzarsi quasi esclusivamente sull’arte contemporanea e alcuni settori creativi a essa affini, come la moda e il design. Proprio a Londra, eletta sua residenza, nel 2010 decide di fondare il Fiorucci Art Trust: un’organizzazione senza scopro di lucro, il cui unico fine è appunto la promozione dell’arte contemporanea, attraverso iniziative più o meno convenzionali.

A ben pensarci, lo stesso programma Private Collection è affine al Trust fondato da Nicoletta Fiorucci, dal momento che permette appunto di accorciare le distanze tra opere d’arte all’ultimo grido e grande pubblico, intenditori e spettatori occasionali. Come di consueto, sarà infatti la collezionista a illustrarci il suo mondo, le opere di cui ha voluto circondarsi e il rapporto intimo con gli artisti che le hanno realizzate.

Dissipato quell’alone elitario che circonda sempre l’avanguardia artistica, per una sera avremo la sensazione di accomodarci anche noi sul divano insieme a Sabrina e Nicoletta, nella sua “project room” curata dall’artista italiano Patrizio Di Massimo, proprio come nella foto d’apertura.

Avremo modo così di ammirare opere di artisti italiani e stranieri, quali Franz West, Roberto Cuoghi e Camille Henrot, che per il video Grosse Fatigue si è aggiudicata il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2013, come miglior giovane artista.

La curiosità – Tra le collezioni private che di recente hanno aperto al pubblico, merita una menzione particolare quella di Christian Boros a Berlino. Per esporre nel modo più appropriato la sua Boros Collection, il mecenate ha infatti acquistato e convertito in museo il cosiddetto Bunker, un’opera militare costruita durante il regime nazista, riscattandone la triste memoria. All’interno della tetra struttura sono state infatti ricavate circa 80 stanze, per un totale di 3mila metri quadrati di superficie espositiva.