Non solo Bob Marley. Viaggio nel reggae

16 settembre 2014


Capigliature rasta, inni alla pace e all’amore fraterno, sound sensuale e rilassanti effluvi di marijuana. Nell’immaginario collettivo la cultura reggae si riduce a una sequela di stereotipi, trovando nella figura di Bob Marley la sua icona principale. Ma non è possibile ricondurre una filosofia tanto ricca e complessa, capace di essere espressione identitaria di un’intera nazione, a pochi semplici tratti. Visione parziale di un panorama sorprendentemente ricco.

Sky Arte HD approfondisce il discorso con la sua Reggae Night. Andando oltre gli stereotipi nel raccontare come la musica sia solo uno dei codici attraverso cui si esprime la cultura giamaicana, certo influenzata dal modello di Marley, ma non per questo chiusa nella contemplazione del passato. Anzi. Straordinarie le riprese e le riflessioni che suggeriscono Journey to Jah, documentario sui generis realizzato da Noël Dernesch e Moritz Springer.

I film-maker seguono l’avventura del tedesco Gentleman e dell’italiano Alborosie, entrambi a Kingston per registrare un pezzo reggae: i due diventano testimoni oculari delle tensioni e delle dinamiche di una società dove le contraddizioni si rivelano fortissime, e dove è facile passare a canzoni cariche di messaggi positivi ad altre fitte di discriminazioni omofobe, da situazioni di grande serenità ad altre viziate dal terrore nei confronti della criminalità.

In chiusura di serata, immancabile, l’omaggio a due capisaldi della cultura reggae. Si parte dall’immancabile Bob Marley e il suo Live in Rainbow, registrato durante il tour che ha lanciato lo storico album Exodus  con brani come No Woman, No Cry  e I Shot The Sheriff  ; e si arriva a Toots & The Maytals, il documentario che racconta la parabola dell’omonima band per voce del suo leader. L’eccentrico e irresistibile Frederick “Toots” Hibbert.

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La curiosità – Accreditati dallo stesso Bob Marley. Toots e i suoi The Maytals sono tra le band citate dal re del reggae nel suo brano del 1977 Punky Reggae Party , costruito come sorta di invito a un fantomatico concerto. Al quale partecipano, nell’idea di Marley, anche i suoi Wailers, i Clash e i Damned.


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