Nureyev e Fonteyn, la coppia d’oro della danza

17 Aprile 2013


È senza ombra di dubbio la pagina di danza più nota di tutti i tempi. Interpretata, in una performance entrata nella leggenda, da una delle coppie più fortunate della storia del balletto. Vienna, 1964: in scena Il lago dei cigni musicato da Tchaikovsky. Le coreografie sono ideate da Rudolf Nureyev, sul palco insieme a Margot Fonteyn: un affiatamento prossimo alla perfezione il loro, momento di inarrivabile grazia e poesia.

A quasi cinquant’anni da quella magica rappresentazione i passi di Nureyev, indimenticabile maestro della danza, continuano ad affascinare per purezza ed eleganza; soave al punto da risultare angelica la presenza di Fonteyn, regina assoluta del palcoscenico. La sintonia tra i due, testata la prima volta solo un paio d’anni prima nel “Giselle” rappresentato a Covent Garden, risulta fenomenale, capace di raggiungere picchi di pura eccellenza.

Emoziona e commuove l’amore sfortunato tra il principe Siegfried e Odette, costretta da un incantesimo del perfido Rothbart ad assumere sembianze umane solo nel cuore della notte: per il resto della giornata è un candido cigno, impassibile e regale nella sua splendida livrea di piume. Solo una promessa di matrimonio giunta in punto di morte può spezzare l’incantesimo e riportare la situazione alla normalità.

A intricare i piani di Siegfried è il solito Rothbart, che riesce con l’inganno a far confondere agli occhi del principe l’amata con sua figlia Odile. Inevitabile il dramma, con la vittoria finale del mago crudele e la terribile bufera che turba le acque del lago dove vive Odette. Siegried e l’amata scompaiono tra i flutti, in un turbinoso crescendo di tensione. Al placarsi della tempesta non resta nulla. Se non una coppia di cigni che vola verso l’orizzonte.