Olivier Picasso racconta nonno Pablo

7 ottobre 2014

Pablo Picasso, Guernica, esposizione a Palazzo Reale - Milano

Non c’è scissione nella sua esperienza di vita, non c’è scarto tra la dimensione più intima e privata e quella pubblica. Fu artista sempre e comunque, Pablo Picasso: artista nel momento in cui apriva gli occhi al mattino e artista quando a sera arrivava il momento, una volta a letto, di richiuderli. Artista a pranzo e colazione, artista mentre sedeva i figli prima – i nipoti  poi – sulle ginocchia per ammaliarli con le sue storie fantastiche.

Quelle stesse storie che rivivono, oggi, in Picasso – Una vita, straordinario documentario che ci porta a tu per tu con quello che non è azzardato definire l’artista più importante del Novecento. Un ritratto accuratissimo e fedele quello compilato dal regista Hugues Nancy, che può affidarsi ai ricordi e alla lettura di un testimone decisamente fedele: Olivier, uno dei nipoti di Pablo, protagonista di un omaggio sentito all’amatissimo nonno.

Filo conduttore quello che possiamo definire un vero e proprio vocabolario picassiano, con il critico e storico dell’arte Robert Rosenblum a tracciare la rotta di tredici parole chiave per capire l’estro e il genio dell’artista. Attorno ad ogni lemma si affollano ricordi, emozioni, suggestioni che travalicano le diverse fasi creative, il lavoro al cavalletto, le mostre, finendo per toccare la sfera degli affetti e della quotidianità.

Clement Greenberg e Roland Penrose, tra i massimi esperti della vita e delle opere del maestro, contribuiscono a cucire una narrazione particolareggiata e ricca di dettagli inediti; mentre con Dominique Bozo, fondatore del museo dedicato all’artista, passiamo in rassegna i luoghi importanti per la vita di Picasso. Passando dal suo atelier di Parigi fino alla grande casa acquistata nel Midì, porto sicuro nel quale rifugiarsi insieme alle persone più care.

La curiosità – Bye bye Pablo! Dopo un lungo braccio di ferro legale arriva il momento, per il mitico Four Season di New York, di dire addio a Le Tricorne  , con i suoi circa sei metri per sei il più grande dipinto di Picasso presente sul suolo degli Stati Uniti. L’opera, dal 1959 pezzo forte del ristorante più “artistico” al mondo, è stata trasferita nelle scorse settimane al New York Historical Society Museum and Library. Niente più cene vista Picasso, dunque!


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