Ora e sempre, lode al vinile!

18 Aprile 2013


Il piatto gira incessante. Il braccio si abbassa lentissimo. La puntina si appoggia con un lieve strappo. Dalle casse un fruscio carico di attesa. Poi si scatena la magia. Quella del disco, per decenni unico supporto per conservare e distribuire musica; ora oggetto feticcio per folle di collezionisti. Ma anche vitale strumento per gli artisti del nostro tempo: come dimostra Paolo Campana con Vinylmania, in onda su Sky Arte HD per in occasione del Record Store Day.

Undici città sparse per il globo, da Londra a Parigi, passando per Praga e Tokyo. Una moltitudine di incontri, persone, pensieri e parole: a ricostruire la storia del disco in vinile, ma soprattutto esaltarne la vitalità. Un documentario brillante, dal ritmo altissimo: costruito attorno alla testimonianza dei tanti appassionati che collezionano cimeli d’epoca; ma soprattutto sulla base dei ricordi e delle suggestioni di chi ha consacrato la propria vita alla musica su vinile.

Ecco Peter Saville, storico illustratore perla Factory Records, autore delle copertine per i dischi dei Joy Division; ed ecco lo stile irriverente di Winston Smith, che ha segnato la storia del punk-rock firmando la livrea degli album di Dead Kennedys e Green Day. Spazio poi al mondo dei dj, da sempre abilissimi a sfruttare le potenzialità dell’oggetto disco: è il caso di Philippe Cohen Solal, fondatore dei Gotan Project, ma anche di Dj Kentaro, tra i più incredibili virtuosi della consolle.

Non un racconto nostalgico, insomma: semmai la fotografia di scenari in pieno fermento. La digitalizzazione della musica ne favorisce la diffusione, ma la pienezza del suono di un vinile non è replicabile in modo computerizzato; il fascino arcano dell’oggetto disco equivale a un totem, un talismano al quale il collezionista e l’appassionato non può rinunciare in nome di lettori mp3 o altri supporti. Il vinile vive ancora. E lo farà per sempre.