L’amore per il Bello, l’arte di Palma il Vecchio

13 Maggio 2015

Palma-il-Vecchio

Al pittore rinascimentale Palma il Vecchio (all’anagrafe Jacopo Negretti) sono stati dedicati ben nove libri monografici, eppure l’artista non era mai stato celebrato con una mostra esclusivamente dedicata alle affascinanti, delicate capacità artistiche. Questo, almeno, fino ai nostri giorni.
In occasione di Expo 2015 a Milano, Bergamo ha infatti deciso di rimediare all’imperdonabile dimenticanza culturale con un’esposizione di ampio respiro: Palma il Vecchio – lo sguardo della bellezza, a cura di Giovanni C. F. Villa, riporta l’attenzione su una delle massime celebrità artistiche del Cinquecento, poi inspiegabilmente finita nell’oblio della critica.

Grazie allo Speciale dedicato a questa mostra, gli spettatori di Sky Arte HD avranno l’occasione, il prossimo giovedì 14 maggio, di riscoprire un Maestro del Rinascimento veneto la cui fama nel Cinquecento è stata pari a quella di Tiziano.
Nato a Serina – tra le valli bergamasche – attorno al 1480, Palma il Vecchio approda giovanissimo in una Venezia all’apice della supremazia culturale ed economica. Entrato in contatto con modelli illustri, da Cima di Conegliano a Carpaccio fino a Giorgione, l’artista sa emanciparsi in fretta dai modelli, divenendo uno dei pittori ufficiali della Serenissima.
Nello specifico, Palma diviene il grande interprete della bellezza femminile secondo i canoni estetici dell’epoca: sensuale eppure languida, rappresentata realisticamente e in dettaglio eppure idealizzata nel complesso.

Con una selezione di oltre trenta opere prestate dalle maggiori istituzioni museali ed ecclesiastiche del mondo, l’esposizione bergamasca ripercorre la crescita stilistica di Palma il Vecchio, stabilendo un confronto a distanza con i suoi contemporanei e svelando la portata rivoluzionaria della sua tecnica.
Grazie all’eccezionale sostegno delle maggiori istituzioni museali del mondo – tra cui il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, l’Hermitage di San Pietroburgo – e i grandi musei italiani come gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, è possibile ammirare a Bergamo, per cento giorni, i massimi capolavori di uno dei geni indiscussi del Rinascimento italiano.