Paolo Fresu, tra musica e letteratura

1 Giugno 2015

Paolo Fresu e Stefano Accorsi

Ospite della nuova puntata di Parole che restano, format esclusivo di Sky Arte HD condotto da Stefano Accorsi, è uno dei migliori jazzisti contemporanei che l’Italia può vantare. E non siamo noi – soltanto – a dirlo, perché Paolo Fresu è stato più volte indicato dalla critica di settore come un autentico talento, rispetto a tutta la scena europea.

Nato nel 1961 in un piccolo centro della Sardegna, Berchidda, Fresu ha esordito alla tromba davvero giovanissimo: aveva solo 11 anni, quando ha iniziato a esibirsi con la banda del paese. Da quel momento, la carriera del musicista è un crescendo inarrestabile fino al raggiungimento della – meritatissima – notorietà internazionale.
La fama non ha in alcun modo interrotto i legami di Fresu con la sua terra d’origine, che anzi proprio a lui deve la fondazione di uno dei festival musicali più importanti al mondo. Dal 1988, infatti, proprio a Berchidda si tiene ogni anno l’imperdibile Time in jazz.

La kermesse non è l’unica testimonianza dell’affetto di Paolo Fresu nei confronti della sua Sardegna. Indovinate a chi appartengono le “parole che restano” meglio impresse nella memoria del trombettista… Lunedì sera, non a caso ci racconterà della sua esperienza di lettura del libro Un anno sull’Altipiano, scritto dal conterraneo Emilio Lussu tra il 1936 e il 1937.
Lussu, uomo politico e scrittore sardo, si trova ricoverato in quel periodo in un sanatorio svizzero, a causa dei postumi di una tubercolosi contratta nelle prigioni fasciste.

E un’altra guerra – la prima – è al centro del suo racconto letterario: la rievocazione dei dodici mesi trascorsi come ufficiale della Brigata Sassari, tra spietati combattimenti e snervanti attese in trincea.
È una memorabile condanna, quella lasciata ai posteri da Lussu, perché non dimentichino mai le conseguenze di scelte avventate da parte di chi è al potere; pochi comandi, infatti, bastano per mandare a morte certa – e inutile – migliaia di soldati inconsapevoli.