Pasolini a teatro

14 marzo 2013


A quasi quarant’anni dal suo assassinio quell’intervista, rilasciata poche ore prima della morte, è ancora gravata del peso dell’imminente tragedia. “Siamo tutti in pericolo” assicurava a Furio Colombo, storica penna de L’Unità, il leggendario Pier Paolo Pasolini: un intellettuale di inarrivabile raffinatezza, pienamente calato nel proprio ruolo di artista a servizio della collettività; cronista e lettore di una contemporaneità mai così difficile e intricata.

I punti di quella intervista, entrata nella Storia, diventano suggestione pura grazie alla voce di Maddalena Crippa, tra le più autorevoli protagoniste del teatro italiano. Le parole di Pasolini echeggiano nel suo Atto Unico, la serie che porta sul palcoscenico di Sky Arte HD i migliori attori di oggi; chiedendo loro un breve monologo, sketch immediato nel quale riversare tutta la carica energica dell’emozione.

In nemmeno dieci minuti un concentrato di stupefacente densità, capace di restituire con il trasporto e l’empatia propri del teatro il complesso e articolato pensiero di uno tra i più eccezionali uomini di cultura che l’Italia abbia mai conosciuto. Chiarissime le visioni di Pier Paolo Pasolini, limpido il suo modo di decrittare i drammatici messaggi lanciati da un Paese dilaniato da scontri e divisioni.

L’amara riflessione sul concetto di potere e sulla sua capacità accecante nei confronti dell’etica; il distinguo tra politica e ideologia, tra bene pubblico e smania di protagonismo: il sogno di un regno della purezza, della condivisione, della solidarietà. L’idea, altissima, di un’Italia dall’alto profilo morale, amorevole e insieme rigorosa; e poi, ancora, l’amore per l’arte di Bertold Brecht e il miraggio di un Paese che sappia educare all’onestà le generazioni a venire.