Passeggiando in bicicletta. Tra un libro e l’altro

25 Settembre 2013


Diciassette anni fa, data della prima edizione, erano in quindicimila. Un piccolo esercito arrivato alla spicciolata, incuriosito dalla quella manifestazione nata in modo spontaneo, dal basso, animata dall’entusiasmo di decine di volontari in maglietta blu. Oggi superano le centomila unità i visitatori del Festival Letteratura di Mantova, tra gli eventi culturali più importanti d’Italia. Un’avventura raccontata, in esclusiva, dalle telecamere di Sky Arte HD.

L’occasione è offerta dall’edizione 2013 della rassegna, che nella prima settimana di settembre ha chiamato a raccolta, nella città lombarda, le migliori penne in attività. È proprio una di queste, autentica habituée della kermesse, ad accompagnarci per una irresistibile biciclettata lungo le strade di Mantova: alla scoperta di scorci di rara suggestione, per incontri con autori dal fascino magnetico.

Ha esordito vincendo il prestigioso Premio Tondelli, irrompendo come freschissima novità nel panorama della nostra letteratura. Irresistibile Cristiano Cavina da Casola Valsenio, borgo dell’entroterra ravennate reso immortale da racconti e romanzi venati di tenera ironia; un grande narratore, guida insieme serissima e scanzonata, figura ideale per entrare nelle più intime e affascinanti dinamiche del festival.

La verve di Cristiano ci porta a conoscere di persona scrittori di levatura internazionale. Partendo dal leggendario Emmanuel Carrère, tra gli autori francesi più amati nel mondo, e arrivando a J.R Moehringer, mentore di Andre Agassi per la stesura della sua premiata autobiografia. Passando per Paolo Giordano, che con La solitudine dei numeri primi  ha segnato una tappa fondamentale per la storia del romanzo italiano.

La curiosità – Siamo nel 2002. Una giovane donna legge, in treno, una copia de Le Monde : stupita e imbarazzata scopre, alla pagina della cultura, una lettera indirizzata a lei. O meglio: un racconto in forma epistolare, del quale non era stata messa a conoscenza. Si tratta di Facciamo un gioco , esperimento di scrittura creativa con cui Emmanuel Carrère intende indagare lo scarto tra realtà e fantasia, proponendo alla compagna – e a chiunque in quel momento e sul quel treno stia leggendo il giornale – una conturbante sfida venata di sottile erotismo.