Peggy e Samuel, da Parigi a Venezia

14 giugno 2013


Ci sono incontri che segnano per sempre la vita privata di ognuno, ed altri che hanno la capacità dirompente di innescare reazioni a catena in grado di cambiare la Storia. Artisti e scrittori, fotografi e mecenati si danno appuntamento nei corridoi virtuali del Destini Incrociati Hotel, luogo della mente che diventa, grazie alla freschezza del cartoon, epico crocevia dove le vite si intrecciano a doppio filo, tessendo nuove inestricabili trame.

Una nuova serie realizzata in esclusiva da Cast 4 e TIWI per Sky Arte HD, una prima visione assoluta ispirata al programma che da tempo Giacomo Zito tiene su Radio 24 . Destini Incrociati Hotel è creato usando la tecnica del chroma key, che permette grazie alla computergrafica di assemblare animazione e interventi di attori in carne ed ossa, con un effetto straniante e divertente.

Il primo incontro vede protagonista una spensierata ereditiera americana e un ombroso scrittore irlandese. L’atmosfera è quella disinvolta dei café chantant di una Parigi mai così vibrante: lei è Peggy Guggenheim, lui è Samuel Beckett. Il rapporto tra i due è determinante perché Peggy scelga di orientare il proprio amore per l’arte nella costituzione di un grande museo: si arriva così a Venezia, nel secondo dopoguerra, all’acquisto e alla trasformazione di Palazzo Venier dei Leoni.

I consigli di Beckett, e con i suoi quelli di Marcel Duchamp, sono base essenziale per la nascita della Peggy Guggenheim Collection, ancora oggi considerata tra le più importanti raccolte d’arte contemporanea d’Europa. Grazie allo sprone dell’amico scrittore la giovane collezionista passa dalla pioneristica e sfortunata esperienza come gallerista a Londra al rango di regina assoluta e indiscussa del mondo dell’arte.

La curiosità – Ha appena tredici anni quando resta orfana del padre Benjamin, vittima del naufragio del Titanic; appena giunta la maggiore età può disporre dei due milioni e mezzo di dollari della sua eredità, pari a circa 33 milioni di valuta corrente. Peggy Guggenheim investe buona parte del suo patrimonio nella passione di famiglia: l’arte. Dimostrando interesse analogo a quello dello zio Salomon, creatore del museo che a New York porta il suo nome.