Peter Gabriel e i Genesis. Un mito prog

23 dicembre 2014


Prendi due ragazzi di buona famiglia e chiudili, alla fine degli Anni Sessanta, in un prestigioso college alle porte di Londra. Lontano dalle tempeste elettriche del rock psichedelico, lontano anche solo dal braccio di ferro tra Beatles e Rolling Stones. Metti i pomeriggi passati al pianoforte dell’aula di musica, l’influenza della cultura classicheggiante assimilata tra i banchi di scuola e getterai il seme per avere una delle più importanti band progressive di sempre.

Il rock non è stato più lo stesso con l’avvento dei Genesis, sperimentatori per definizione: Sky Arte HD dedica un’intera serata al gruppo britannico, mettendo ordine in una storia che – tra separazioni e riappacificazioni, cambi di stile e influenze – ci ha accompagnato lungo gli ultimi quarantacinque anni. Si parte da Sum of the Parts, il docufilm che riesce nel “miracolo” di radunare i cinque elementi originali per una lunga chiacchierata sul filo dei ricordi.

Eccezionali musicisti i Genesis, sia nell’amalgama creata dalla band che presi singolarmente. Come dimostra il successo delle carriere soliste di due di loro, Phil Collins e soprattutto Peter Gabriel: incrociamo quest’ultimo, nel 2013, sul palco della O2 Arena di Londra per una tappa spettacolare del suo Back To Front Tour. In scaletta una inedita versione acustica di Shock The Monkey  e successi come Biko , Mercy Street , Red Rain .

In principio erano cinque, poi passati a quattro e infine a tre; hanno cominciato con il progressive duro e puro, ma hanno bazzicato influenze jazz prima di viarre in maniera decisa verso il pop d’autore; hanno perso per strada un cantante, due chitarristi e tre batteristi, sostituendo nel corso degli anni almeno sei turnisti storici. Vi gira la testa? È comprensibile! Difficile stare dietro alla frenetica storia dei Genesis: ecco perché, in chiusura di serata, tiriamo le fila con la puntata di Rock Legends a loro dedicata.

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La curiosità“Ascolta, si fa così!” : centinaia le audizioni promosse dai Genesis per trovare un nuovo cantante dopo l’addio di Peter Gabriel, con Phil Collins a intonare ogni volta i brani del gruppo per dare suggerimenti di interpretazione agli aspiranti solisti. Peccato che ogni volta il batterista della band risultasse più abile dei pretendenti: sarà proprio lui, allora a ereditare il microfono e dare una svolta inattesa alla sua carriera!


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