Picasso e il dramma di Guernica

21 maggio 2013


È l’opera d’arte che meglio rappresenta lo spirito del Novecento. Una cartolina dal passato, immagine capace di esprimere il dolore collettivo nei confronti di una tra le pagine peggiori della storia recente. E al tempo stesso mirabile prova d’artista, maturazione di un linguaggio che ha rivoluzionato per sempre il mondo della figurazione e il modo di concepire la pittura. Naturale che il suo autore sia uno tra i più grandi geni di sempre. Naturale che sia Pablo Picasso.

Lunga quasi otto metri, alta tre e mezzo: una tela immensa, come immenso è stato il disgusto dell’artista verso la violenza cieca, l’odio tremendo che si è sviluppato nella sua Spagna ai tempi della Guerra Civile. Guernica  raccoglie il senso di smarrimento, la disperazione di un’intera nazione: testimonia come mai prima d’ora la brutalità della guerra – di tutte le guerre – dando voce agli oppressi, ai deboli, agli sconfitti.

Confronto serrato con il grande capolavoro dell’artista catalano per una nuova puntata di Power of Art, la serie che racconta la portata di alcuni tra i maestri assoluti dell’arte di tutti i tempi in relazione al contesto storico che li ha visti all’opera: contro il senso di un’arte per l’arte e verso la fotografia di un creativo che sia uomo del suo tempo, lettore attento della società e testimone di fatti, vicende e modi di vivere. Partendo dall’esagerata Roma barocca del Caravaggio e arrivando, appunto, fino a Guernica .

Precisissima la ricostruzione di Simon Schama, docente di storia dell’arte alla University of Columbia: per capire la tela di Picasso è necessario calarsi nell’ambiente culturale e nell’acceso dibattito politico del tempo, affrontare la nascita dei totalitarismi, capire a fondo il cortocircuito che avrebbe fatto di lì a poco, dell’Europa, uno sterminato campo di battaglia. Una condizione davanti alla quale era impossibile restare indifferenti. Picasso, fedele ai propri mezzi e al proprio linguaggio, non lo fu.

La curiosità – Avrebbe dovuto rappresentare la Spagna all’Esposizione Universale di Parigi, commissionata nel 1937 dall’allora governo repubblicano. Ma una volta completata, quel governo non c’era più: schiacciato dalla dittatura di Francisco Franco. Un quadro in esilio, Guernica : Picasso ne rifiuta la collocazione in Spagna, almeno finché il Paese non tornerà alla democrazia, e così la tela ripara al MoMA di New York. Arriverà a Madrid solo negli Anni Ottanta, dopo la caduta del franchismo.