Pier Paolo Pasolini, l’anticonformista del cinema

3 Settembre 2015


Sarà una notte all’insegna del grande cinema italiano quella che Sky Arte HD dedicherà domani ad uno dei suoi esponenti più illustri e discussi. La Notte Pasolini vedrà protagonista lo sguardo combattivo, pungente e libero riservato da Pier Paolo Pasolini alla realtà in cui viveva, senza alcuna concessione alla censura. Non solo un poeta e un cineasta, un romanziere e un filosofo, ma un pungolo: eccezionale nel toccare i nervi scoperti della società italiana. Con tutto il coraggio di chi crede nella forza dell’immagine e della parola.

L’intensa serata in onore di Pasolini si aprirà con uno dei suoi film più controversi, scandaloso per l’Italia degli anni Sessanta. La Rabbia – pellicola visionaria e modernissima – fu realizzata attingendo alla miniera di immagini di Mondo Libero, il cinegiornale settimanale prodotto da Gastone Ferranti. Fu proprio lui a convincere il regista a tradurre quelle immagini nell’inedito resoconto di un periodo ricco di eventi fondamentali per la storia del Paese. Il risultato è un affresco sorprendente e implacabile dell’epoca, reso ancora più unico dall’intervento di voci fuori campo come quelle di Renato Guttuso e Giorgio Bassani. Tuttavia, la smaccata posizione “di sinistra” da parte di Pasolini determinò la scelta della produzione di inserire nella pellicola un’aggiunta di Giovannino Guareschi – scrittore dalle mai nascoste simpatie monarchiche – in una sorta di par condicio ante litteram che ha reso la pellicola ancora più eccezionale.

L’imperdibile nottata si chiuderà con Pasolini, Roma storia di una passione – un viaggio emozionante attraverso la grande mostra che lo scorso anno il Palazzo delle Esposizioni della Capitale ha dedicato al rapporto tra lo scrittore-regista e la Città Eterna. Pier Paolo Pasolini viveva Roma e la incarnava, secondo le regole di un amore quasi filiale, che lega l’artista al luogo testimone della sua crescita e maturità, della sua passione e sofferenza. Le telecamere di 3D Produzioni si muovono all’interno dell’allestimento: appaiono, in sequenza, i volti popolarissimi che hanno costellato l’immaginario di Pasolini, i suoi ragazzi di vita e gli umili eroi delle borgate; irrompono sulla scena i frammenti dei film, le fotografie colte nel backstage, le pagine autografe di un intellettuale che ha segnato il modo di osservare il Paese, indovinandone schemi e meccanismi con una lucidità mai offuscata.

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