Pirandello. L’uomo oltre la maschera

9 dicembre 2014


Ha sempre giocato a nascondino con i suoi personaggi, rendendosi indecifrabile, sfuggente, enigmatico; raccontando attraverso le sue opere così tanto di noi, delle nostre ataviche paranoie, senza mai lasciare trasparire nulla della sua intimità, della sua non semplice vita privata. Chi era Luigi Pirandello? Uno scrittore, certo; uno tra i più grandi geni del Novecento. Ma sotto la maschera del letterato, del drammaturgo, del novelliere e romanziere c’è altro. C’è l’uomo.

A ottant’anni esatti dall’assegnazione all’autore siciliano del premio Nobel per la letteratura, Sky Arte HD propone in prima visione Uno, nessuno e Pirandello, documentario firmato da Didi Gnocchi e Matteo Moneta per 3D Produzioni che sa indagare a fondo l’anima di una delle penne italiane più amate di tuti i tempi. Partendo dalla testimonianza di chi con lui ha avuto uno strettissimo rapporto: il registra Citto Maselli, classe 1930, che ebbe Pirandello come padrino al proprio battesimo. E ospite frequente nella casa di famiglia.

Dai ricordi di bambino di Maselli si parte per un viaggio che coinvolge le voci di critici ed estimatori, figure di riferimento del panorama culturale italiano di oggi e del mondo dello spettacolo: artisti e intellettuali che sanno restituire il debito che abbiamo nei confronti di una figura fondamentale per dettare lo stile della letteratura moderna e contemporanea. Nel nostro Paese, certo: ma non solo.

Luca Ronconi, Gabriele Lavia e Toni Servillo danno il proprio contributo come uomini di teatro, mentre Marco Bellocchio ci insegna come Pirandello abbia saputo essere modello trasversale, in grado di influenzare anche il mondo del cinema. Con Mimmo Paladino e Matteo Collura entriamo nel pieno dell’immaginario dello scrittore; prima di farci affascinare dalla lezione di un suo “collega”, anche lui premio Nobel. Il grandissimo Dario Fo.

La curiosità – Risale al 1924 il primo tentativo di portare sul grande schermo un’opera pirandelliana. Tocca al regista francese Marcel L’Herbier girare Il fu Mattia Pascal , interpretato da Michel Simon. Premiato negli Anni Sessanta come migliore attore alla Berlinale.


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