Pissarro a Pavia. Arte per i sensi

9 aprile 2014


È arte che si osserva, nello splendore di una tavolozza esplosiva e nella purezza di una mano tra le più felici dell’Ottocento. È arte che si ascolta, nella ricostruzione poetica di voci, parole, emozioni dei grandi protagonisti di una stagione creativa unica e irripetibile. Ed è arte che si… annusa! Complice un allestimento emozionale unico nel suo genere, che sa trasformare la tradizionale visita a una mostra in una avventura sensoriale dal fascino totale.

Impresa difficile quella a cui attendono le telecamere di Sky Arte HD nel presentare un nuovo appuntamento con le Grandi Mostre che arricchiscono il panorama degli eventi culturali di questa primavera. Perché la retrospettiva che le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia dedicano a Camille Pissarro sfugge alla comune esperienza che chiunque ha del rapporto con l’opera e con il concetto di sede espositiva. Proponendo un modo completamente nuovo di fruire l’arte.

Le opere del maestro, scelte con lucidità a coprire la sua intera parabola creativa (dagli esordi nel solco del Realismo di Courbet e Corot fino alla fase dell’Impressionismo maturo… e oltre!), vengono alternate dalle spettacolari proiezioni che danno voce, in senso letterale, a Pissarro stesso e agli amici artisti, ai confidenti, ai committenti, ai critici del suo tempo. In un’alternanza tra immagini fisse e in movimento che crea straordinari cortocircuiti.

Il confronto con le tele di Pissarro e con quelle di maestri, allievi e compagni di viaggio (tra loro Van Gogh e Gauguin), gioca con eleganza con i caratteri più intimi della memoria. La diffusione di essenze, nelle diverse sale delle Scuderie, contribuisce a creare un’atmosfera che sa abbracciare il visitatore in modo inedito, trasportandolo nella Provenza di fine Ottocento e poi ancora lungo la Senna. Seguendo passo dopo passo il lavoro di alcuni tra i più grandi artisti di sempre.

La curiosità – Di generazione in generazione: degli otto figli avuti da Pissarro, ben cinque intraprenderanno la strada del padre e si dedicheranno alla pittura, ma il solo Lucien otterrà riconoscimenti significativi. La migliore “creatura” dell’artista resta dunque, come dimostrano i carteggi dello stesso Lucien, Vincent Van Gogh: è Pissarro, nel 1874, a offrire i propri consigli al più giovane collega e a spronarlo a seguire la strada dell’arte.