Caprarola e il ducato di Castro

29 Marzo 2019


La serie Italie invisibili torna su Sky Arte con l’episodio intitolato a Caprarola e al ducato di Castro, luogo in cui il tempo e la storia hanno lasciato il segno del proprio passaggio.

Nell’alto Lazio a partire dal ‘500 si istituisce un sistema di residenze di nobili e alti prelati che da Roma raggiungono il florido territorio viterbese per costruire ville di delizie e di rappresentanza dove trascorrere periodi di svago, come villa Lante a Bagnaia o il Castello Ruspoli di Vignanello.
Il cardinale Alessandro Farnese il vecchio, passato alla storia come Papa Paolo III, inizia, nella prima metà del secolo, ad acquisire nella Tuscia viterbese terreni al confine con lo Stato della Chiesa per riunirli nel 1537 in un’unica signoria, il Ducato di Castro, retto dal figlio Pier Luigi. È solo l’inizio della scalata al successo e al potere per la famiglia Farnese, realizzata attraverso le azioni dei nipoti di Paolo III, Alessandro e Ottavio, il quale presto diventerà duca di Parma e Piacenza.

Alessandro Farnese il giovane viene consacrato cardinale dal nonno quando ha solo quattordici anni e lavora a Roma come cardinal nipote, poi viene inviato in Europa come legato papale in opere di mediazione con I più grandi regnanti del tempo. Segretamente insegue il sogno di emulare il nonno e diventare papa, e spenderà tutta la sua vita rincorrendo questo desiderio.
Nel ducato di Castro, Alessandro sceglie Caprarola come luogo ameno e riprende il progetto lasciato in sospeso dal nonno realizzando, tra il lago di Vico e dai Monti Cimini, l’imponente palazzo Farnese, che modifica l’impianto dell’abitato con la creazione della Via Dritta. Il progetto di fortezza immaginata da Antonio da Sangallo il giovane è modificato e realizzato dal 1559 dall’architetto Jacopo Barozzi da Vignola, secondo i dettami e la sensibilità del Manierismo.

Le vette del desiderio di Alessandro si traducono nelle forme e nei colori assunte dal palazzo. La scala detta regia è abbellita dai paesaggi di Antonio Tempesta. Gli affreschi che adornano i piani superiori si ispirano a temi mitologici e devozionali suggeriti dal letterato Annibal Caro. Nel piano nobile i dipinti glorificano le gesta internazionali di Paolo III e Alessandro il Giovane attraverso i complessi affreschi dei fratelli Zuccari, formatisi a Roma nella lezione di Raffaello, e del parmense Jacopo Bertoja. Gli affreschi della Stanza della Solitudine usano le allegorie del mito pagano e della Bibbia per abbellire un luogo privato riservato da Alessandro alla riflessione e alla meditazione.

La personalità di Alessandro si esprime anche nei giardini segreti che circondano il palazzo: una sintesi sublime di architettura e natura elaborata da Vignola sfruttando le sorgenti collinari per alimentare i giochi d’acqua delle fontane. Il palazzo di Caprarola è però anche il luogo dove Alessandro, perseguendo il sogno del soglio papale, costringe sua figlia Clelia al matrimonio forzato con il violento duca di Sassuolo, scelto per allontanarla da Roma e dalle mire del cardinale Ferdinando De’ Medici, suo nemico all’interno del conclave. Neanche con questo gesto Alessandro conquisterà la tiara papale, ma morirà a Roma nel 1589, disilluso nel suo sogno più grande.

Nel 1649 ha fine il ducato di Castro e Caprarola è incluso di nuovo nei possedimenti vaticani. La memoria e il lascito della famiglia Farnese e del cardinale Alessandro sono però ancora vividi nelle stanze del suo palazzo. Mariantonietta Visceglia, Francesca Cappelletti, Alberto Giuntoli, Valerio Acocella e Alessandro Viscogliosi approfondiranno le vicende di un luogo storico.

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