La rivoluzione siamo noi

29 Gennaio 2021


Tra la metà degli anni Sessanta e il 1980 l’arte in Italia conosce un momento di gloria sulla scena internazionale, grazie alla presenza di talentuosi artisti emergenti, a città cariche di fermento come Torino, Roma e Napoli e ai continui e fertili scambi tra arti visive, teatro, letteratura, musica e cinema.

Il momento politico e culturale determinato dal ’68 porta l’arte a uscire dalle gallerie e dai musei per entrare in contatto con la vita quotidiana, spesso attraverso opere collegate alle istanze della politica e ai profondi cambiamenti sociali in atto. Artisti come Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Alighiero Boetti e Jannis Kounellis sperimentano nuovi linguaggi: performance, installazioni e happening. L’arte esce dalla cornice del quadro per invadere il mondo, strade e piazze, garage e parcheggi sotterranei, mescolandosi alla realtà quotidiana dell’epoca.

I galleristi e i critici italiani aprono le porte agli artisti internazionali più estremi, come Joseph Beuys, Herman Nitsch o Marina Abramović, che trovano nel nostro Paese occasioni di sperimentare linguaggi visionari e provocatori con grande libertà. In quegli anni diventiamo protagonisti della cultura contemporanea globale, con un’intensità straordinariamente vivace e radicale.

Il documentario La rivoluzione siamo noi, in onda su Sky Arte lunedì 1° febbraio, descrive un periodo in cui l’Italia è al centro dell’avanguardia, con gallerie sperimentali come l’Attico o lo Studio Morra, le grandi mostre come Arte Povera + Azioni Povere negli Arsenali di Amalfi o Contemporanea nel parcheggio di Villa Borghese a Roma, insieme a festival di danza, teatro e poesia animati da personaggi come Philip Glass o Trisha Brown.

Un racconto visivo dal ritmo serrato, arricchito da materiali di repertorio, film d’arte e filmati inediti e dalle rare testimonianze di artisti, critici, galleristi e fotografi, protagonisti di quegli anni davvero incandescenti, per cogliere l’atmosfera di un Paese travolto da un cambiamento vissuto all’insegna della creatività.