La storia dell’arte, tra furti e misteri

29 Gennaio 2016


Si rinnova l’appuntamento con la serie dedicata ai misteri celati fra i talenti e i capolavori della storia dell’arte. Ancora una volta, il famoso giallista Carlo Lucarelli ci guiderà alla scoperta degli enigmi spesso legati alle esistenze dei grandi maestri della creatività. Gli episodi di Muse Inquietanti in onda lunedì 1 febbraio su Sky Arte HD ci scorteranno in un viaggio attraverso eventi accaduti a distanza di secoli eppure uniti dal sottile fil rouge dell’arcano.

La serata prenderà il via con Caravaggio e la mafia, l’emozionante approfondimento dedicato a uno dei furti più eclatanti della storia. Il 17 ottobre 1969 venne sottratta dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo la grandiosa Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi dipinta da Caravaggio. A quella vicenda, tuttora rimasta irrisolta, si susseguì una catena di ipotesi, congetture, probabili depistaggi e addirittura testimonianze di criminali pentiti. Proprio un pentito, Francesco Marino Mannoia, racconta che la tela si sbriciolò poco dopo il furto, quando i maldestri manovali di Cosa Nostra tentarono di arrotolarla. Fatto realmente accaduto o una farsa orchestrata ad hoc? Secondo il pentito Giovanni Brusca, invece, l’opera fu oggetto di una trattativa con lo Stato per l’ammorbidimento della legge 41 bis, che impone il carcere duro ai criminali mafiosi. In base alle dichiarazioni di un terzo ex mafioso, Gaspare Spatuzza, l’opera fu nascosta in una stalla dove sarebbe stata “mangiata dai topi e dai maiali”. Altri ancora sostengono che l’opera sia andata distrutta nel terremoto dell’Irpinia oppure che sia nascosta nella dimora di qualche boss. Insomma, il destino di questo capolavoro pittorico resta un enigma, le cui tracce non smettono di solcare la contemporaneità.

L’episodio in chiusura di serata sarà intitolato a Francesco Griffo: l’inventore del corsivo, una delle figure chiave nella storia della tipografia e, più in generale, della stampa. Bolognese di nascita, Francesco Griffo fu uno dei collaboratori del celebre editore e tipografo Aldo Manuzio, raggiungendolo a Venezia. Alle sue dipendenze, Griffo, talentuoso incisore di caratteri, diede vita al corsivo, grazie al quale le dimensioni dei libri furono decisamente ridotte, garantendo un prezioso risparmio di materie prime e mano d’opera. Tuttavia, nel 1501, Manuzio ottenne dalla Repubblica di Venezia il privilegio di utilizzo esclusivo dei caratteri disegnati da Griffo. Tradito dal suo mentore, Griffo si allontanò dalla Laguna, senza però trovare pace. Dopo aver ucciso il proprio genero nel corso di una lite, nel 1518 fu condannato a morte per impiccagione. Forse fu questa triste fine a rendere Griffo uno sconosciuto agli occhi della Storia, nonostante il suo eccezionale contributo allo sviluppo tipografico.

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