L’arte di Christo incontra il Lago d’Iseo

30 Giugno 2016

Christo and Jeanne-Claude, The Floating Piers, 2016, Lago d'Iseo. Photo MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images

È un uomo che non sa guidare, non sa far funzionare un computer e disegna tutti i suoi progetti a mano ad avere costruito sul Lago d’Iseo The Floating Piers. Un’opera grandiosa, una spettacolare passerella che, fino al 3 luglio, si estende per tre chilometri a filo d’acqua, coperta da 70 mila metri quadrati di tessuto cangiante arancione a partire dalla terraferma – e per la precisione dai piccoli centri di Sulzano e Peschiera Maraglio, anch’essi attraversati dalla caratteristiche distesa di tessuto arancione – per poi inoltrarsi sempre più nello specchio lacustre, fino a raggiungere e circumnavigare il Monte Isola.

Il suo nome è Christo, geniale ottantenne che, nel corso degli anni, insieme all’inseparabile moglie Jeanne Claude, scomparsa nel 2009, ha scritto alcuni capitoli essenziali della storia della Land Art. A lui e alla sua recentissima fatica Sky Arte HD dedica Christo – Navigare a piedi sulle acque, l’approfondimento in onda venerdì 1 luglio. Dopo aver impacchettato valli e isole, edifici e monumenti, come il Reichstag a Berlino e il Pont Neuf a Parigi, l’artista bulgaro ha scelto la superficie del Lago d’Iseo per dare vita a tre chilometri di pontili galleggianti, ancorati ai fondali da 140 ancore, che collegano Sulzano e il Monte Isola.

Una lunga linea fluttuante, sulla quale i visitatori possono camminare gratuitamente e vivere un’esperienza, fisica, tattile, entrando a far parte degli elementi naturali, senza alcun filtro o mediazione. Perché, secondo Christo, i Floating Piers, che hanno registrato presenze da record, trovano la loro ragione d’essere soltanto nell’incontro con chi li percorre.