I tesori di Aquileia

28 aprile 2017


Nuovo itinerario sulle tracce delle Sette Meraviglie protagoniste della serie dedicata ad altrettante città simbolo del patrimonio artistico italiano. Un viaggio unico, tra arte, storia e architettura, che svela le bellezze di cui il nostro Paese è custode. Anche in questa stagione, attraverso immagini esclusive, realizzate grazie alle più moderne tecniche di ripresa, e all’ausilio di illustrazioni storiche, non mancheranno le curiosità in merito ai luoghi protetti dall’UNESCO.

Il quinto episodio, in onda lunedì primo maggio su Sky Arte HD, ci condurrà in provincia di Udine, ad Aquileia, la città nascosta, non solo uno degli insediamenti urbani più grandi e ricchi dell’Impero Romano, ma anche centro propulsore per la diffusione del Cristianesimo.
Correva l’Anno Mille quando il Patriarca Poppone di Carinzia fece costruire una Basilica imponente – simbolo dell’importanza di Aquileia nel panorama ecclesiastico – un campanile altissimo e fece stendere un pavimento di marmo bianco e rosa.

Bisognerà aspettare fino alla seconda metà del Novecento, però, per scoprire che la storia di Aquileia inizia molto prima dell’Anno Mille. Intorno al 50 d.C., la Chiesa Cristiana era ancora agli albori quando l’evangelista Marco giunse in visita nella metropoli altoadriatica. Convertì molti aquileiesi al Cristianesimo e incaricò Ermagora, un uomo corretto e dalla fede salda, di proseguire l’evangelizzazione.

Ermagora divenne il primo vescovo di Aquileia. La sua chiesa era costituita da due aule semplici, ma con il pavimento interamente ricoperto da mosaici: un mondo di segni e simboli che servivano a insegnare le verità cristiane e che ancora oggi non sono stati del tutto interpretati. All’interno della Basilica, nella Cripta degli Scavi, i restauratori sono ancora al lavoro per riportare alla luce nuovi affreschi perché ad Aquileia il viaggio a ritroso nel tempo non è ancora finito.

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