La bella e la bestia oltre i limiti della fiaba

26 Febbraio 2021


Siamo in Francia, alla corte di Enrico II, è il 1547. Un gruppo di corsari francesi ha portato un dono per il re, è qualcosa di speciale, che hanno rubato da una nave diretta verso i Paesi Bassi. Adesso il dono è davanti al sovrano, che lo guarda con un misto di stupore e curiosità.

Si tratta di un bambino di dieci anni, ma non è un bambino come tutti gli altri. È completamente ricoperto di peli, su tutto il corpo, sulla testa, sul volto. Solo gli occhi, la bocca e le orecchie non lo sono. Il bambino si chiama Pedro, e il re, che all’inizio lo tratta come uno dei suoi cani da compagnia, scopre presto che è dotato di un’intelligenza brillante, così lo fa studiare e lo tiene con sé per quarantaquattro anni.

A 36 anni a Pedro viene data in sposa la bellissima figlia di una domestica di Caterina de’ Medici. La ragazza, la prima volta che se lo trova davanti, sviene per la paura. In molti sono convinti che la regina con questo matrimonio abbia voluto ricreare la favola della Bella e la Bestia. Anche qui, infatti, la bellissima Belle si trova davanti un mostro ricoperto di peli che piano piano, però, la farà innamorare. Ma quella di Pedro Gonsalvus non è una fiaba e lui non si trasformerà in un principe.

Attinge ancora una volta dalla cronaca l’episodio della serie di In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe in onda su Sky Arte lunedì 1° marzo. Anche stavolta Carlo Lucarelli approfondisce i risvolti meno noti di una celeberrima favola, mettendone in risalto gli aspetti più oscuri.