L’ultimo capolavoro di Shakespeare

11 Aprile 2016


Per celebrare il quarto centenario della morte del più grande drammaturgo di tutti i tempi, Inseguendo Shakespeare, la serie a puntate in onda su Sky Arte HD, accende i riflettori su alcuni capolavori scritti dal leggendario Bardo inglese, coinvolgendo sei professionisti del teatro contemporaneo.

Durante l’episodio in onda stasera, il celebre regista Trevor Nunn guiderà il pubblico alla scoperta di una delle opere più riuscite fra quelle create da William Shakespeare, La Tempesta. Dal taglio nettamente innovativo, il dramma non è ascrivibile ad alcuno dei canonici generi teatrali e rappresenta un vero e proprio testamento spirituale di Shakespeare, scritto a pochi anni di distanza dalla sua scomparsa.

Oltre a ricordare che La Tempesta fu scritta dal Bardo per essere messa in scena sul palco del londinese Blackfriars – il teatro al coperto in cui Shakespeare e la sua compagnia allestivano le proprie pièce durante il periodo invernale – Nunn svelerà anche le fonti di ispirazione alla base del dramma e i suoi significati più profondi. Incentrata sulla storia del mago Prospero, abbandonato su un’isola con sua figlia Miranda dopo un naufragio, l’opera celerebbe molteplici riferimenti autobiografici.

In pena per l’imminente matrimonio della figlia, Shakespeare avrebbe affidato al suo protagonista il carico delle proprie preoccupazioni, ma anche un sottile messaggio: al pari del mago, di lì a breve anche il Bardo avrebbe messo fine alla sua “magia”, lasciando Londra e facendo ritorno all’originaria Stratford-upon-Avon, dove avrebbe concluso la sua vita soltanto due anni più tardi.

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