Indagini sull’arte, al confine del mistero

8 Gennaio 2016


L’arte non è soltanto fucina di talenti impareggiabili e capolavori leggendari, ma anche un preziosa miniera di misteri irrisolti. Lo sa bene il giallista Carlo Lucarelli che, ancora una volta, ci guiderà alla scoperta degli enigmi dell’arte, spesso celati nelle esistenze dei grandi maestri della creatività. Proprio a due di loro sarà dedicato l’appuntamento con Muse Inquietanti in onda lunedì 11 gennaio su Sky Arte HD.

La serata prenderà il via insieme a un nuovo episodio della fortunata serie, giunta alla seconda stagione. Questa volta, il talentuoso Lucarelli cercherà di far luce su una vicenda dai contorni ancora oscuri, protagonista di Hans Holbein – Un pittore con la testa, in prima visione assoluta. A cavallo del tempo, ci immergeremo nell’Inghilterra d’inizio Cinquecento, dominata da Enrico VIII, re collerico e autoritario. Sebbene fosse circondato da una grande quantità di mogli, ministri e uomini di potere, il sovrano si affidava a un’unica persona: il pittore Hans Holbein. Soprannominato “maestro di realtà” per la sua attitudine a cogliere l’essenza del reale – e a tradurlo in arte – Holbein sottopose al vaglio del suo pennello numerosi individui vicini a Enrico VIII – da Erasmo da Rotterdam a Tommaso Moro fino a Thomas Cromwell, uomo chiave nella politica assolutistica del re. Spesso considerato una spia, l’artista attraversò l’Europa per conto del sovrano, che lo incaricò di ritrarre le tante aspiranti al trono d’Inghilterra. Al suo ritorno in patria, Holbein consegnò a Enrico VIII una serie di quadri contenenti messaggi nascosti e simboli cifrati. Ma non sempre essi furono interpretati correttamente e, per tale ragione, qualcuno perse la testa…

Un balzo avanti nel tempo ci condurrà in un’epoca più recente, che farà da sfondo a Gala Dalì, La musa inquietante, l’episodio intitolato alla celebre consorte di Salvador Dalì. L’intera vicenda risale al giugno del 1982, quando, all’ospedale di Barcellona, un paio di uomini trafugano il cadavere di una donna e lo caricano nel baule di una Cadillac. È la Cadillac di Salvador Dalì, che è in loro compagnia. Il corpo senza vita appartiene alla moglie del celebre artista, morta qualche ora prima. Ma perché la stanno caricando su una Cadillac? Quali segreti custodiva Gala Dalì? Di origine kazaka e nata in una famiglia di intellettuali, fu in Svizzera che la giovane incontrò la cerchia dei surrealisti, intrecciando con loro altalenanti relazioni sentimentali. Dopo l’unione con Paul Eluard e la liaison clandestina con Max Ernst, Gala conobbe Dalì e lo sposò, dando il via a un matrimonio turbolento e promiscuo. Ormai ultrasettantenne, la donna confessò proprio a uno dei suoi amanti la vera ragione del ricovero in ospedale che poi l’avrebbe condotta alla morte. Sarebbe stato Dalì a procurarle la fatale frattura al bacino, dopo averla malmenata e gettata a terra. Consapevole del desiderio della moglie di essere sepolta nel loro castello a Girona, Dalì commissionò il trafugamento del suo cadavere e assoldò un’equipe di medici per fare imbalsamare Gala che, vestita con il suo abito Dior preferito, è stata sepolta nella cripta del castello.

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