Le nuove inquietudini dell’arte

12 Dicembre 2016


La Storia dell’Arte è ricca di misteri, alcuni più noti, altri meno; le vite degli artisti si intrecciano con quelle delle loro opere, con i personaggi che raffigurano e con le vicende cui danno voce, somigliando spesso a trame oscure di libri noir. Su Sky Arte HD prende il via la terza stagione di Muse Inquietanti, la serie condotta da Carlo Lucarelli e incentrata sui segreti nascosti dell’arte. Composto da 12 puntate, il format racconterà le vicende inquietanti di pittori, critici, modelle, scultori e – novità della stagione – anche di musicisti, scrittori, registi, attori.

La puntata inaugurale, in onda lunedì 12 dicembre, approfondirà la morte di un autore che ha fatto del mistero il proprio marchio di riconoscimento. Il 3 ottobre 1949 Edgar Allan Poe viene ritrovato delirante su una panchina di Baltimora. Incapace di intendere e di volere, alterna violenti scoppi d’ira a momenti di calma e perdite complete di lucidità, continuando a ripetere il nome Reynolds. Dopo quattro giorni di deliri e allucinazioni, Edgar Allan Poe muore e, come se non bastasse, tutti i documenti relativi alla sua morte scompaiono. C’è chi sostiene che possa essere stato rapito, costretto a bere alcol e utilizzato come “elettore forzato”, una pratica comune all’epoca per costringere una persona a votare, anche più volte, a favore di un certo candidato. Altri invece sostengono che Poe sia morto a causa di un morso di un animale, colpevole, anni prima, di avergli trasmesso la rabbia. Altri ancora che si sia trattato semplicemente di abuso di alcolici, oppure di delirium tremens, crisi epilettiche, colera, sifilide o meningite. Qualche giorno dopo la sua morte sul New York Tribune compare un necrologio anonimo che recita: “Edgar Allan Poe è morto. È morto a Baltimora l’altro ieri. Questo annuncio farà sussultare molti, ma pochi saranno afflitti da esso”. Che sia stato il fantomatico Reynolds a scriverlo?

A seguire, l’episodio intitolato Elizabeth Siddal, l’ossessione di Dante Gabriel Rossetti sposterà l’attenzione sul mondo delle arti figurative e sulle vicende del celeberrimo esponente dei Preraffaelliti. In una notte del 1869, il pittore Dante Gabriel Rossetti riapre la tomba della moglie morta sette anni prima, nel 1862, allo scopo di recuperare un quaderno di poesie che aveva scritto per lei, e pubblicarle. Si racconta che, alzando il coperchio, si sia ritrovato davanti il suo viso ancora intatto e bellissimo, e che i suoi capelli rossi fossero cresciuti così tanto da riempire la bara. Lei era Elizabeth Siddal, morta suicida a 32 anni per un’overdose di laudano dopo aver dato alla luce una bambina nata morta. Fu pittrice stimata, poetessa e soprattutto la musa prediletta dei Preraffaelliti. È lei la celebre Ofelia di Millais, che per ritrarla la fece distendere in una vasca piena d’acqua fino a farla svenire a causa del freddo, compromettendone per sempre la salute. Fu tale l’amore di Rossetti per la donna che il pittore la ritrasse come una nuova Beatrice dantesca nell’opera Beata Beatrix, a dieci anni di distanza dalla sua scomparsa. Confermando una riflessione del padre, il poeta Gabriele Rossetti: “Solo l’amore per una donna idealizzata può dar vita a un capolavoro”.

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