Van Gogh e il Giappone

10 marzo 2020

Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo fiorito, 1890

La passione di Vincent van Gogh per il Paese del Sol Levante è al centro del docufilm Van Gogh e il Giappone, diretto da David Bickerstaff, in onda su Sky Arte giovedì 12 marzo.

Mai raggiunto personalmente dal pittore, il Giappone non mancò di entusiasmarlo e di incuriosirlo. Un interesse ravvisabile tanto nella sua ricerca artistica, quanto in precise scelte della sua stessa esistenza. Come noto, con la fine del periodo Edo e l’apertura del Giappone all’Occidente, la diffusione di oggetti decorativi nipponici e di stampe colorate, realizzate secondo la tecnica ukiyo-e, catalizzò l’attenzione in tutta Europa. La tendenza del cosiddetto japonisme non lasciò indifferente Van Gogh, che finì per sviluppare una profonda passione verso la cultura visiva di quel Paese.

Girato in Provenza, in Giappone e fra le sale del Van Gogh Museum di Amsterdam, il docufilm consentirà di conoscere una fase particolare della carriera del celebre artista, successiva al suo abbandono della città di Parigi, a favore del sud della Francia, spinto dall’urgenza di nuovi stimoli e dal desiderio di una relazione più autentica con la natura.

La cosa stupefacente nel lavorare a un film su van Gogh” ‒ ha dichiarato il regista David Bickerstaff ‒ “è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni ‘visione’ rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.