Da Hopper all’Intelligenza Artificiale

12 Febbraio 2020


La nuova puntata di Artbox, in onda su Sky Arte giovedì 13 febbraio, si apre negli spazi di Superstudio Più a Milano per la decima edizione di Affordable Art Fair che, come ogni anno, ha offerto grandi novità: 82 gallerie di cui 36 internazionali, 31 new entries, un progetto speciale tutto al giovanile, talk, eventi e, soprattutto, nuovi artisti emergenti che in questa grande fiera trovano posto vicino ai più celebri maestri dell’arte contemporanea. Ma, nonostante le numerose novità, resta una costante, solida e imprescindibile: il prezzo delle opere, che non supera, tassativamente, i 7500 euro. Experience the unexepected è infatti il claim della campagna 2020: vivere l’inaspettato, acquistare il desiderato, sperimentare l’eccitazione di portarsi a casa un’opera d’arte a un prezzo accessibile.

Ci spostiamo poi alla Fondazione Beyeler di Basilea, che omaggia Edward Hopper, maestro della pittura statunitense, con la retrospettiva in corso fino al 17 maggio. Il focus della rassegna è su un aspetto poco noto della produzione dell’artista americano: il paesaggio rurale e marino, soggetti raramente esposti, ma di notevole importanza per la sua poetica. Lo conosciamo, infatti, soprattutto per gli iconici paesaggi di New York, per gli interni abitati da individui solitari, opere che sono presenti in mostra, ma che fanno da corollario. Si parte dai paesaggi parigini del periodo giovanile dopo il soggiorno in Francia tra il 1906 e il 1911 per raccontare poi le vedute sulle sponde atlantiche del Massachusetts, a Cape Cod, dove Edward, con la moglie Jo, trascorse le estati a partire dal 1933 fino alla loro morte. La mostra dedicata a Hopper include, inoltre, l’ultimo lavoro del regista tedesco Wim Wenders, grande estimatore hopperiano.

Infine torniamo a Milano, alla Fondazione Prada, per la mostra Training Humans, curata da Kate Crawford e Trevor Paglen, artisti e studiosi che da anni si occupano di Intelligenza Artificiale. È la prima rassegna fotografica dedicata a immagini di training, cioè a quei repertori fotografici utilizzati per insegnare ai sistemi IA come vedere e classificare il mondo, a riprova che le letture e le catalogazioni effettuate da queste intelligenze si trasformano in veri e propri giudizi morali, valutazioni sterili dalle quali affiorano discriminazioni, razzismo e misoginia.

La recensione di questo episodio è affidata a Fernando Mazzocca, che ci parlerà della mostra Ulisse. L’arte e il mito, ospite dei Musei San Domenico di Forlì dal 15 febbraio al 21 giugno.