Alle origini della Land Art

13 Maggio 2016


Spiazzante e d’impatto, la Land Art ha animato la scena creativa degli Anni Sessanta e Settanta, facendo emergere il talento rivoluzionario di alcuni artisti poi entrati nella Storia. Troublemakers – The Story of Land Art, il film in onda stasera su Sky Arte HD, regalerà al pubblico un incontro ravvicinato con personalità e carriere dei “combinaguai” dell’arte, le cui opere hanno rotto qualsiasi convenzione espositiva.

La pellicola, diretta da James Crump, racconterà le vicende del gruppo di artisti newyorkesi che scelse di superare i limiti della pittura e della scultura dedicandosi alla realizzazione di imponenti installazioni ambientali nel deserto degli Stati Uniti sud-occidentali. Iconoclasti e innovatori, i land artist – tra cui Michael Heizer, Walter De Maria, Robert Smithson e Nancy Holt – seppero contrapporsi all’establishment della loro epoca per dar vita a un’arte davvero autonoma, in cui potessero convergere architettura, paesaggio, scultura, tecnologia, fotografia e archeologia.

Grazie a una serie di preziosi materiali d’archivio, interviste e spezzoni di riprese effettuate in quegli anni nelle aree della California, del Nevada, del New Mexico e dello Utah, il lungometraggio metterà in luce la profonda poetica alla base della Land Art. In un periodo storico dominato dall’incertezza politica e sociale, sullo sfondo della Guerra Fredda e del conflitto in Vietnam, i land artist misero in discussione le logiche dell’arte istituzionale, focalizzando lo sguardo sul rapporto fra l’artista e la natura, oltre i presupposti del consumismo e del mercato.