Cinque cantautori italiani

12 Novembre 2019


In attesa della nuova stagione di 33 Giri – Italian Masters, in arrivo mercoledì 20 novembre, Sky Arte regala al suo pubblico alcuni dei più emozionanti episodi delle precedenti stagioni dedicate ai grandi nomi della musica italiana.

Si comincia con Vasco Rossi e Gaetano Curreri seduti al fianco di Maurizio Biancani, fonico che curò le registrazioni dell’album d’esordio del rocker di Zocca, Ma cosa vuoi che sia una canzone. Curreri, oltre a essere stato l’arrangiatore del disco, è anche responsabile di aver spinto Vasco a diventare cantautore, essendo stato tra i primi ad ascoltare le sue composizioni. Vengono riascoltate ed esaminate La nostra relazione, Jenny è pazza, Silvia, Ambarabaciccicoccò, Tu che dormivi piano. La puntata termina, come l’album, con la canzone ciao, in questo caso eseguita dal vivo in esclusiva da Gaetano Curreri.

In Pino Daniele ‒ Terra mia, il produttore del disco Claudio Poggi e il bassista Piero Montanari ascoltano al mixer alcune delle più importanti canzoni dell’album d’esordio di Pino Daniele. Emergono ricordi, versioni alternative e le molte sfumature che compongono l’amalgama di quel suono così originale che caratterizza Terra mia: un nuovo equilibrio tra le influenze della musica napoletana, il blues e il jazz. Pierino Montanari contribuisce, insieme al suo basso, a mettere in evidenza le linee melodiche che hanno costituito la struttura ritmica di canzoni quali Napule è e ‘Na tazzulella ‘e cafè, mentre Raiz degli Almamegretta reinterpreta una canzone dell’album in chiave acustica insieme allo storico chitarrista napoletano Mauro Di Domenico.

L’episodio dedicato a Lucio Dalla prende spunto dal disco Com’è profondo il mare, pubblicato dal cantautore nel 1977. Ron e Maurizio Biancani, colleghi di Dalla, siedono al mixer nello storico studio di registrazione Fonoprint di Bologna per riascoltare insieme il master dell’album. Mentre Ron ricorda la sua partecipazione al disco, dove al tempo suonò la chitarra acustica, Maurizio Biancani, padrone di casa al Fonoprint, si destreggia tra le varie canzoni dell’album, isolando le singole tracce di alcuni brani chiave permettendoci di ascoltare soltanto uno strumento oppure la voce o, ancora, solo un effetto.

Gianna Nannini rivivrà poi le fasi di produzione e registrazione di uno dei dischi più importanti della sua carriera. Grazie a Latin Lover, il talento della rocker toscana venne riconosciuto anche in Europa: in prima battuta dallo storico produttore Conny Plank, che produsse il disco dopo aver lavorato con artisti del calibro di Kraftwerk, Eurythmics e Ultravox, e poi dal pubblico europeo, che la acclamerà al pari delle star internazionali. La Nannini riascolterà le tracce svelando i segreti nascosti fra i brani dell’album, concentrandosi soprattutto sulla title track e sulle celeberrime Ragazzo dell’Europa e Wagon-Lits. Quest’ultima è nota anche perché vede coinvolta come tastierista un’emergente Annie Lennox.

Crêuza de mä inizierà poi a girare sulle bobine di una delle sale delle Officine Meccaniche di Milano, lo studio di proprietà di Mauro Pagani. Non solo padrone di casa e talentuoso musicista-arrangiatore, ma anche protagonista, insieme a Fabrizio De André, di un disco che avrebbe anticipato i tempi. Un sapore etnico, l’utilizzo di strumenti acquistati in giro per il Mediterraneo e di altri fabbricati in casa, l’uso del dialetto genovese sono gli aspetti che hanno reso unico questo disco e anticipato quella che verrà definita world music.