Parma e il ducato di Maria Luigia

14 Ottobre 2019


La serie Italie Invisibili torna su Sky Arte con l’episodio dedicato a Parma e al Ducato di Maria Luigia, in onda lunedì 14 ottobre.

Il 20 aprile 1816 Maria Luisa d’Asburgo Lorena arriva a Parma, mentre suo marito Napoleone, sconfitto a Waterloo, è confinato sull’isola di Sant’Elena. Seguendo i voleri paterni, Maria Luisa lo ha sposato, diciottenne, per assicurare la discendenza imperiale francese, e questi la fa ritrarre nelle vesti di Concordia dallo scultore neoclassico Antonio Canova.

La statua approda alla Reggia di Colorno nel 1816, quando l’ormai ex imperatrice regna sul ducato parmense affidatole dai sovrani che, nel Congresso di Vienna, decidono i destini d’Europa. L’ingresso in città segna l’accesso a nuova vita, che impone un cambio di nome in Maria Luigia. Nei territori del ducato, che comprendono Piacenza e Guastalla, la accompagna il generale Adam Albert von Neipperg, l’uomo che la consiglia e la sostiene, che diventa suo marito morganatico e il padre dei suoi figli, Albertina e Guglielmo da Montenuovo, per cui Maria Luigia acquista il Casino dei Boschi a Sala Baganza.

Maria Luigia, ispirandosi ai luoghi fastosi in cui è cresciuta, progetta un nuovo aspetto per la Parma che era stata dei Farnese e dei Borbone, impegnandosi a risollevare le sorti di un ducato piegato dalla miseria. Costruisce ponti come quello sul fiume Taro, ritenuto all’epoca il più lungo d’Europa; rinnova la strada della Cisa per arrivare ai porti liguri; ingrandisce la Biblioteca Palatina con il salone che porta il suo nome, affrescato da Francesco Scaramuzza e impreziosito dall’Erma di Canova. La sovrana austriaca è una cultrice della musica e fa costruire il Teatro Regio su progetto all’architetto di corte Nicola Bettoli, mentre Giovan Battista Borghesi ne decora il sipario con la sua immagine. Solo pochi anni dopo vi suoneranno le arie di Giuseppe Verdi, che si forma a Milano grazie a una borsa di studio ducale. Anche il talento innovativo e visionario di un piemontese trapiantato a Parma, il tipografo Giovan Battista Bodoni, non sfugge alla duchessa, che alla sua morte ne acquista libri, caratteri, punzoni, matrici perché rimangano una eredità collettiva.

L’incisore Paolo Toschi sarà a lungo il direttore della Regia Accademia d’Arte, re-istituita da Maria Luigia dopo la chiusura napoleonica. Pochi anni prima, a Parigi, insieme a Canova aveva lavorato alla restituzione delle opere d’arte di Correggio e Parmigianino sottratte a Parma nelle campagne napoleoniche e destinate al Louvre; proprio come fosse un piccolo Louvre, Maria Luigia fa allestire le stanze della Rocchetta, nella Galleria Nazionale della Pilotta, per inaugurare il primo museo aperto al pubblico.

La sovrana che guarda al futuro ha cura anche della memoria, sia delle famiglie ducali che l’hanno preceduta sia dei propri cari, che riposano per suo volere nella Chiesa di Santa Maria della Steccata. Alla morte, il ducato tornerà ai duchi Borbone, che non potranno offuscare il ricordo della sovrana capace di trasformare Parma in una petite capitale.

La storia di Maria Luigia sarà approfondita da Francesca Sandrini, Simone Verde, Carlo Mambriani, Lucia Fornari Schianchi e Luca Sommi.

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