Il documentario su Alighiero Boetti, a 80 anni dalla nascita

13 Dicembre 2020


Sono trascorsi 80 anni dalla nascita di Alighiero Boetti, protagonista dell’arte italiana e internazionale scomparso nel 1994, eppure il suo continua a essere un esempio per gli autori contemporanei. Mercoledì 16 dicembre, in occasione dello speciale anniversario, Sky Arte celebra la memoria di Boetti con il documentario dedicato alla sua vita, una produzione Sky Arte e Tiwi per la regia di Amedeo Perri e Luca Pivetti, disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV.

Alighiero e Boetti. Sciamano e Showman verrà lanciato in anteprima assoluta in Museovisione e sarà disponibile gratuitamente per tutti dalle 10:00 alle 18:00 dello stesso giorno sui siti internet di sei tra i più importanti musei d’arte contemporanea italiani ‒ Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Madre ‒ museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. La pellicola sarà preceduta da una tavola rotonda virtuale in cui il direttore di Sky Arte Roberto Pisoni dialogherà con le direttrici e i direttori delle sei istituzioni coinvolte – Carolyn Christov-Bakargiev, Cristiana Perrella, Lorenzo Giusti, Katrin Weir, Lorenzo Balbi e Bartolomeo Pietromarchi –, evocando le vicende che legano l’artista ai loro musei e territori.

Il documentario, affiancando testimonianze e ricordi di familiari, storici dell’arte e colleghi ‒ tra cui i figli Agata e Matteo e la vedova Caterina Raganelli Boetti, Salman Ali, Stefano Arienti, Stefano Bartezzaghi, Alessandra Bonomo, Giorgio Colombo, Flavio Favelli, Tommaso Pincio, Sissi e Angela Vettese ‒ a immagini di repertorio e opere iconiche, traccia la breve ma eccezionale parabola artistica di Boetti. Dagli esordi con l’Arte Povera al fermento degli anni Settanta – terreno fertile per la creazione dei suoi capolavori –, dal successo raggiunto fra gli anni Ottanta e Novanta alla consacrazione postuma, a finire sotto i riflettori è una personalità che ha fatto della congiunzione il suo marchio di riconoscimento. A cominciare dal proprio nome, cambiato in Alighiero e Boetti all’inizio degli anni Settanta.

Il documentario, inoltre, riprende uno dei procedimenti più noti di Boetti: la quadratura utilizzata nei suoi famosi arazzi. Grazie alla grafica animata, le 16 lettere del nome Alighiero e Boetti diventano altrettante parole chiave – Afghanistan, bellezza, bic, gemelli, Giappone, mani, manifesto, mondo, numeri, Parigi, regole, ricami, ritmo, tempo, tutto, viaggio – che scandiscono i capitoli del film.