Una lunga notte con gli artisti innamorati

17 maggio 2016


Sarà una serata speciale quella di martedì 17 maggio su Sky Arte HD, grazie a uno speciale dedicato a tutti i protagonisti di Artists in Love, la produzione Sky Arts Production Hub condotta dalla famosa attrice Samantha Morton e dedicata alle storie d’amore più romantiche, controverse e originali nate fra pittori, musicisti, cantanti, ballerini e le loro muse.

La lunga notte all’insegna dell’arte e dell’amore prenderà il via con una delle coppie più passionali del secolo scorso, composta da due pittori d’eccezione, sulla scena di un Messico in preda a epocali cambiamenti. Frida Kahlo e Diego Rivera. Artista cardine della rivoluzione messicana, Diego Rivera, già sposato e padre di quattro figli, conobbe la talentuosa Frida nel 1922, dopo che un terribile incidente aveva causato danni irreparabili al fisico della giovane. Da quel momento, le loro vite non furono più le stesse. Il matrimonio si celebrò sette anni dopo, segnando l’avvio di una relazione coniugale attraversata da incredibili emozioni, nel bene e nel male. Alla passione viscerale che li univa si alternò una serie di tradimenti reciproci, le cui conseguenze sfociarono in un divorzio, avvenuto nel 1939, cui fece seguito un nuovo matrimonio, l’anno successivo. Solo la morte di Frida, nel 1954, pose fine a un legame indistruttibile, il cui racconto sarà reso ancora più suggestivo dalle testimonianze di Cristina Kahlo, pronipote di Frida, e Pedro Diego Alvarado, nipote di Diego.

Gli anni Cinquanta faranno da cornice alla nascita di un’altra coppia non convenzionale, formata da un leggendario intellettuale e scrittore americano e da un’attrice passata alla storia per il suo fascino irresistibile, Arthur Miller e Marilyn Monroe. I due si incontrarono all’epoca in cui Marilyn stava per conquistare il successo mondiale. Eppure la giovane attrice era ancora la ragazza timida degli esordi, con un tragico passato di violenza. Torturata da un perenne senso di inadeguatezza, che la spinse poi a frequentare l’Actor’s Studio, la fragile Marilyn trovò nel rassicurante e maturo Arthur Miller un antidoto alla propria instabilità. Si sposarono nel 1956, dando il via a un matrimonio inizialmente felice, anche se adombrato dai vani tentativi di dare alla luce un figlio. Con il passare del tempo, Marilyn e Arthur si allontanarono, complici interessi e vite troppo distanti. Focalizzato sul proprio lavoro, lo scrittore non riuscì a far fronte all’incessante bisogno di attenzioni da parte della Monroe e la loro unione si concluse a cinque anni di distanza dal matrimonio, lasciando una scia di grande gioia e grande tormento, come dichiarato dallo stesso Miller.

Sarà poi il turno di una straordinaria coppia di ballerini, Rudolf Nureyev e Eric Bruhn. Accomunati dall’incontenibile passione per la danza, i due si incontrarono a Copenaghen e da quel momento i loro destini si intrecciarono in maniera definitiva. Intensa e tormentata, la relazione tra Nureyev e Bruhn nacque da un colpo di fulmine dettato da una fortissima attrazione reciproca, poi trasformatasi in un legame molto turbolento. I due si inseguirono di città in città, spostandosi dalla Danimarca a Londra, vivendo la danza – un tempo motivo di unione – come una fonte di scontri sempre più frequenti. Ai litigi fecero seguito i ripetuti tradimenti di Nureyev, che ebbe una liaison anche con Freddy Mercury. Tuttavia, la forza del loro amore ebbe la meglio sulle vicissitudini. Colpito da un male incurabile, Bruhn ebbe Nureyev al suo fianco, a riprova di un sentimento capace di soccombere solo di fronte a un tragico e fatale evento.

La musica accompagnerà invece la storia di Maria Callas e Aristotele Onassis. Nata a New York nel 1923 da una famiglia di origine greca, Maria Callas inseguì la propria passione verso la musica lirica sin dall’infanzia. Il divorzio dei genitori la condusse in Grecia, dove la sua carriera prese il volo. Fu l’Italia, però, a regalarle il successo, trasformandola nella Diva osannata ancora oggi. E fu nel Belpaese, a Verona, che la Callas conobbe Giovanni Battista Meneghini, destinato a diventare suo marito nel 1949. Il matrimonio non ingranò, complice il travolgente incontro della Divina con Aristotele Onassis, armatore greco milionario, conosciuto a bordo del suo yacht ancorato a Venezia. Nel 1959, all’apice della fama come soprano, la Callas pose fine al matrimonio con Meneghini, iniziando una burrascosa relazione con Onassis, che contribuì a mettere a repentaglio una carriera sfolgorante. Passionale e distruttivo, il rapporto fra i due minò la qualità delle esibizioni canore della Callas. Quando Onassis decise di lasciarla – preferendole Jacqueline Kennedy, vedova del Presidente degli Stati Uniti d’America – il declino fu inesorabile. Ritiratasi dalle scene, Maria Callas morì il 16 settembre 1977, a 53 anni, dopo una vita di successi fulminei e passioni turbolente.

Toccherà a Salvador Dalí & Gala riportare l’attenzione sulle arti visive. Uniti da una passione burrascosa, Dalí e Gala, all’anagrafe Elena Ivanovna Diakonova, polverizzarono qualsiasi linea di demarcazione tra arte e vita, spingendosi ben oltre i confini del rapporto amoroso. A farli avvicinare fu un vero e proprio colpo di fulmine. Sposata con il pittore Paul Éluard, Gala entrò in contatto con la cerchia surrealista, di cui faceva parte anche il giovane Dalí. Immediatamente attratti l’uno dall’altra, i due intrapreso una liaison che sfociò in matrimonio. Sempre più sull’onda del successo, Dalí elesse Gala a sua musa, firmando addirittura le proprie opere con il nome di entrambi. La loro relazione, protrattasi fino alla morte di Gala, nel 1982, fu tutt’altro che semplice: ripetuti e vicendevoli tradimenti, accompagnati da furiosi litigi, fecero da sfondo a un legame che, tuttavia, resta una delle storie d’amore più appassionanti del Novecento.

A seguire, ripercorreremo l’incontro fra Picasso e Dora Maar, avvenuto fra i tavolini di un bistrot parigino, Picasso rimase colpito dalla misteriosa donna con i capelli e gli occhi corvini intenta a giocherellare con un coltello fra le dita, incurante dei rischi. Anche Dora Maar, al tempo Henriette Theodora Markovitch, fotografa e pittrice cresciuta in Argentina ma presto entrata nel gruppo dei surrealisti di Parigi, subì l’incredibile fascino di Picasso, allora impegnato con la bionda e dolce Marie-Thérèse, madre di Maya. I due iniziarono una relazione clandestina, fatta di eccessi e umiliazioni, complice l’indole impulsiva di entrambi. Picasso costrinse Dora a dedicarsi esclusivamente alla pittura, affinché tra loro non ci fosse confronto sul piano artistico, e riuscì a piegarne il carattere volitivo e forte. Dopo nove anni, Picasso lasciò Dora, preferendole la giovanissima Françoise Gilot. Dora Maar cadde in preda a una profonda depressione ed entrò in una clinica psichiatrica, dove ricevette le cure di Jacques Lacan.

Un rapido salto nel cinema nostrano ci condurrà al cospetto di Federico Fellini e Giulietta Masina. Incontratisi poco più che ventenni, i due si piacquero all’istante. Giulietta rimase impressionata dallo sguardo profondo e inarrestabile di Federico e quest’ultimo restò affascinato dalla giovane attrice, capace di divertirlo. Profondamente innamorati, Fellini e Masina vissero una relazione appassionata e duratura, che li vide legati per mezzo secolo. Cinquant’anni di amore e cinema, sull’onda di due carriere strepitose, che portarono Giulietta ad affermarsi come talentuosa interprete dopo il debutto in Paisà, la pellicola di Rossellini, e Federico a diventare uno dei più famosi registi al mondo, autore di film leggendari come La dolce vita, La strada e Le notti di Cabiria. Neppure la morte riuscì a separarli del tutto: i due infatti scomparvero a poca distanza l’uno dall’altra, dimostrando ancora una volta tutta la potenza del loro amore.

Entrambi musicisti, Johnny Cash & June Carter si conobbero proprio durante un’esibizione, presentati, a quanto pare, dal leggendario Elvis Presley. In quel momento, Cash promise a Carter che l’avrebbe sposata. E il matrimonio si celebrò davvero, nel 1968. L’unione con la cantante aiutò Cash a superare la sua dipendenza dalle sostanze stupefacenti e diede a entrambi nuova linfa, anche sul piano professionale. Nemmeno la morte pose fine al loro legame. La scomparsa di June, nel maggio 2003, fu seguita, solo qualche mese più tardi, da quella di Johnny, a riprova che, a volte, l’amore può superare i limiti del tempo.

Dagli Stati Uniti torneremo a Parigi, per incontrare Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne, una coppia tanto romantica quanto tragica. Modì – in francese maudit, il maledetto – e la giovanissima Jeanne caddero vittime di una passione travolgente, capace di superare gli ostacoli imposti dalla famiglia di lei, ma anche di condurli in una spirale di caos, povertà e ottenebramento, che sarebbe sfociata in una vera e propria tragedia. Pittore dallo stile inimitabile, Modigliani stava varcando le soglie della notorietà artistica, nonostante la dipendenza da alcool e droga e la minaccia della tubercolosi che già incombeva su di lui. Jeanne, a sua volta pittrice dotata di un discreto talento, divenne ben presto la musa di Modì e il soggetto ricorrente dei suoi ritratti, grazie al celebre incarnato di porcellana e ai lunghi capelli castani. Rimasta incinta del secondo figlio, la giovane donna non riuscì a sopportare la drammatica morte dell’amato, ucciso dalla tubercolosi a soli 35 anni, il 24 gennaio 1920. Il giorno successivo, accecata dal dolore e al nono mese di gravidanza, Jeanne si suicidò, siglando la conclusione di una storia straziante e appassionata, che polverizzò i confini tra la vita e l’arte.

Sarà ancora una volta l’universo della musica a incorniciare un’altra storia d’amore fuori dagli schemi, quella fra Richard Wagner e Cosima Liszt. Rispettivamente amico fidato e figlia illegittima di Franz Liszt, il quarantenne Wagner, allora sposato con la cantante Minna Planner, e la sedicenne Cosima si incontrarono per la prima volta nel 1853. Cresciuta considerando il compositore tedesco una vera e propria leggenda della musica, la giovane Cosima non esitò a sposare, quattro anni più tardi, Hans von Bulow, direttore d’orchestra pupillo di Liszt, ma soprattutto buon amico e grande ammiratore di Wagner. Fu proprio lui a soccorrere il turbolento compositore, in balia dei debiti e di una vita dissipata, invitandolo a Vienna e dando così un nuovo impulso a una carriera presto divenuta sfolgorante. La relazione tra Cosima e Wagner travolse entrambi, venendo poi allo scoperto e costringendo i due ad abbandonare Monaco – dove Wagner aveva messo in scena il Tristano e I Maestri Cantori di Norimberga – e a rifugiarsi sul Lago di Lucerna. Nonostante lo scandalo, von Bulow, che venerava ciecamente l’amico, non si oppose all’amore fra i due, concedendo però il divorzio a Cosima solo nel 1870. Già genitori di tre bambini, Cosima e Wagner si sposarono, vivendo una matrimonio felice sullo sfondo di Bayreuth, dove Wagner diede vita a un festival incentrato sulle sue opere, messe in scena in un teatro progettato da lui. Dopo la sua morte, Cosima si dedicò al festival, seguendo con dedizione le volontà del marito.

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[Immagine in apertura: Illustrazioni di Chiara Ghigliazza per Sky Arte HD]