La guerra fotografata da Tony Vaccaro

16 Luglio 2020


Tony Vaccaro, nome d’arte di Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro, è passato alla storia grazie alle fotografie realizzate in Europa nel 1944 e nel 1945, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Considerato troppo giovane per unirsi all’esercito Signal Corps, fu assegnato alla 83esima Divisione di fanteria, ma Tony, infrangendo i regolamenti, portò con sé la sua Argus C3 da 47 dollari, con cui ha scattato circa ottomila fotografie, offrendo un punto di vista eccezionale sulla vita quotidiana dei soldati.

Il documentario Underfire – Tony Vaccaro, un fotografo in guerra, in onda su Sky Arte sabato 18 luglio, ripercorre le vicende di queste immagini, presentate al pubblico solo a metà degli anni Novanta, poiché il fotografo voleva lasciarsi alle spalle gli orrori del conflitto.

La pellicola, diretta da Max Lewkowicz, è anche un viaggio emotivo nella interiorità di Tony che, da giovane desideroso di registrare la guerra, è diventato ora un anziano uomo, di oltre novant’anni, pacifista convinto e sempre più inorridito dalla violenza dell’uomo.

Oltre a numerose interviste con Tony, il film include le testimonianze di altre personalità, fra cui Tyler Hicks, fotografo vincitore del premio Pulitzer per il New York Times; Lynsey Addario, che per il suo lavoro ha vinto un Premio Pulitzer e il MacArthur Fellowship, Anne Wilkes Tucker, curatrice della mostra WAR / PHOTOGRAPHY, James Estrin, Senior Photographer per il New York Times ed editore del blog Times’s Lens e John G. Morris, redattore fotografico di Life Magazine durante la Seconda Guerra Mondiale ed editore di Robert Capa.