L’architettura di Renzo Piano a Torino

18 Novembre 2015


Dalla firma del progetto con cui è salito alla ribalta internazionale, il Centre Pompidou di Parigi, negli anni Renzo Piano ha contribuito a ridisegnare il volto di alcune delle maggiori città del mondo: tra i suoi numerosi progetti, ci basta ricordare Potsdamer Platz a Berlino, la sede della Maison Hermès a Tokyo e quella del New York Times a New York, o ancora l’Auditorium Parco della Musica di Roma, per renderci conto di quanti landmark urbani dobbiamo all’incredibile mente del progettista italiano più famoso a livello internazionale.

Proprio recentemente, un’ultima creatura di Renzo Piano ha visto la luce proprio in Italia, per la precisione a Torino, dove sorge ora il Grattacielo Intesa Sanpaolo. Giovedì 19 novembre, sarà lo stesso architetto a presentarci caratteristiche inedite e retroscena di questo importante progetto.

Il grattacielo vanta il primato europeo in fatto di sostenibilità ambientale, grazie per esempio a facciate vetrate a doppia pelle per contenere la dispersione di calore, l’utilizzo dell’acqua di falda per raffreddare gli interni, la presenza di pannelli fotovoltaici per immagazzinare l’energia solare.

Un edificio socialmente responsabile anche nella sua vocazione pubblica, dal momento che a caratterizzare il progetto sono due elementi in particolare: una sala conferenze trasformabile in auditorium, per concerti ed eventi culturali, e una straordinaria serra bioclimatica posta a 150 metri d’altezza, che accoglie i visitatori diretti al ristorante, allo stesso auditorium e alla spettacolare terrazza in cima al grattacielo, da cui è possibile godere di una vista mozzafiato sull’intera città della Mole.
Un’architettura che, in ultimo, guarda a Torino e con essa cerca di integrarsi: vetri opalescenti, alluminio laccato, insomma tutti i materiali del rivestimento esterno sono luminosi e tendenti al bianco. In omaggio a quei monti innevati che al capoluogo piemontese fanno da suggestiva quinta scenografica.