Achille Castiglioni si racconta

30 Novembre 2018


Ironia, autocritica, curiosità, interesse per gli altri sono alcune delle caratteristiche che hanno trasformato Achille Castiglioni in uno dei grandi nomi del design italiano. La sua lampada Arco, del 1962 è, a oggi, l’oggetto d’arredo più famoso e copiato al mondo. “Vuol dire che funziona!”, diceva lui.

A cento anni dalla nascita, Sky Arte dedica al celebre designer uno speciale focus, mandando in onda, domenica 2 dicembre, il documentario Achille Castiglioni ‒ Tutto con un niente, basato su una lunga e in gran parte inedita intervista realizzata nel 1999 nel suo studio milanese di Piazza Castello. Circondato dai suoi oggetti e soprattutto da una sorprendente quantità di giochi raccolti durante tutta una vita, Castiglioni si racconta con generosità e humor. Ciò che sorprende è la sua voglia di osservare criticamente la realtà, di trovare soluzioni originali, di stupirsi e di stupirci. Lo vediamo con gli occhi divertiti e ridenti mentre spiega perché ha raccolto lattine vuote, bottiglie con il tappo a biglia, molle, occhiali di plastica per bambini.

Attraverso le parole di Achille ritracciamo un percorso prima a tre voci, con i fratelli Livio e Piergiacomo, poi a due, solo con Piergiacomo, partner in tantissimi progetti, e poi, dopo la morte di questi, individuale. La figlia Giovanna illustrerà l’opera sempre attuale del padre facendoci da guida nella visita alla Fondazione e alle sue parole si aggiungeranno le testimonianze di Patricia Urquiola, allieva di Castiglioni al Politecnico di Milano e curatrice della mostra-omaggio in corso alla Triennale.