La storia di Jack Nicholson

22 Aprile 2019


È uno degli attori più acclamati del cinema contemporaneo, grazie a un indiscusso talento e a un magnetismo che buca lo schermo. Stiamo parlando di Jack Nicholson, cui Sky Arte rende omaggio, nel giorno del suo 82esimo compleanno, lunedì 22 aprile, con la proiezione del documentario in prima visione Dr Jack e Mr Nicholson, diretto da Emmanuelle Nobécourt. La pellicola ripercorre la vita e la carriera dell’attore, vincitore di tre premi Oscar e di dozzine di altri riconoscimenti, cercando di individuare nei numerosi personaggi da lui interpretati alcuni aspetti della sua complessa personalità.

Adolescente inquieto, Nicholson partì da solo, a 17 anni, per Los Angeles, dove trovò lavoro alla Metro Goldwyn Mayer e iniziò a studiare recitazione. Dopo i primi film con Roger Corman e un interesse crescente verso il cinema e la cultura europea, Nicholson salì alla ribalta con Easy Rider, il film culto di Dennis Hopper, datato 1969, nel quale Nicholson prestava il volto a un personaggio destinato a diventare emblema di un’intera generazione. Candidato all’Oscar per questo ruolo, Nicholson aveva avviato la sua scalata al successo planetario.

Da Roman Polanski a Stanley Kubrick, passando per Elia Kazan, Michelangelo Antonioni e Martin Scorsese, Jack Nicholson iniziò a lavorare con i più grandi registi del suo tempo, contribuendo a rivoluzionare il cinema statunitense. La fama, tuttavia, non placò la sua inquietudine, ben ravvisabile nei personaggi portati da Nicholson sul grande schermo.

Oltre ad analizzare la sua personalità dirompente, sempre sul punto di perdersi tra feste, droghe e alcol, il film racconta il rapporto di Nicholson con le donne, la sua fama di “grande seduttore”, i conflitti con la sua famiglia di origine, il suo burrascoso matrimonio con Angelica Huston e mostra i dietro le quinte di alcuni suoi film più celebri come China Town, Shining, Qualcuno volò sul nido del cuculo e Batman. Oggi, lontano dalle luci della ribalta dal 2010, Jack Nicholson continua ad alimentare la sua leggenda. Con il solo rimpianto di non aver avuto successo come regista.

Il documentario è impreziosito da immagini di repertorio, estratti di interviste filmate a Jack Nicholson e ai colleghi che hanno collaborato con lui tra cui il biografo Patrick McGilligan, l’amico d’infanzia Jonathan Epaminondas, i registi Roger Corman e Henry Jaglom, l’attore Christopher Lloyd e il critico cinematografico Jean-Baptiste Thoret.