Da Aldo Rossi alle grandi artiste dimenticate

23 Marzo 2021


Oltre ottocento pezzi tra documenti, carteggi, modelli, schizzi, disegni e fotografie. La mostra al MAXXI di Roma con cui si apre la puntata di Artbox in onda giovedì 25 marzo è intitolata Aldo Rossi. L’architetto e le città: è la più grande monografica mai dedicata all’architetto milanese, primo vincitore italiano del prestigioso Pritzker Price nel 1990, scomparso nel 1997.  Curata da Alberto Ferlenga, la mostra è divisa in due grandi sezioni: una dedicata ai progetti in Italia e l’altra ai progetti nel mondo. Ci sono poi i focus su alcune opere fondamentali della carriera di Rossi: il Teatro del mondo, concepito in occasione della prima Biennale Architettura di Venezia nel 1980 e che ha navigato da Venezia a Dubrovnik, e il cimitero di San Cataldo a Modena. Dalla mostra emerge con grande evidenza il lato artistico di Rossi, attraverso disegni che sono autentici dipinti.

 Ci spostiamo poi al Palazzo Reale di Milano alla scoperta di trentaquattro grandi artiste italiane del ‘500 e del ‘600, dimenticate e poi ritrovate. Eccezionali talenti a cui non mai è stato dato il giusto spazio nella storia dell’arte. Le Signore dell’Arte porta in mostra, accanto alle poche note, donne artiste finora lasciate nell’ombra. Un’esposizione di opere meravigliose che ci raccontano anche le vite private, spesso difficili, di chi nasceva donna e decideva di dedicarsi all’arte tra Rinascimento e Barocco.

Infine, iniziamo un viaggio nei laboratori di giovani artisti per conoscere l’avvio delle loro carriere. I materiali vengono messi alla prova, portati all’estremo. Le parole non dette rendono l’aria densa e vengono tradotte in materia: l’invisibile è reso visibile dalla ricerca di Lulù Nuti, artista italo-francese che lavora la materia creando un rapporto intimo, in cui l’artista e l’opera si esprimono nello spazio, insieme e indipendentemente. La responsabilità è punto di partenza e di arrivo della creazione. L’opera di Lulù Nuti pone delle domande e lancia delle sfide, perché l’osservatore viene messo davanti a una scelta.
Il racconto della mostra della vita è affidato a Judith Clark.